Page 317 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione 315
I Carabinieri Reali occupavano le varie isole divisi in varie compagnie, più
quelli in Anatolia, così come la fanteria di linea formata dalla Brigata Livorno e
dal 33° Reggimento.
Nel 1920 interessanti studi sull’economia e le potenzialità del territorio occu-
pato dalle forze italiane ci mostrano come, nonostante le difficoltà di cui abbiamo
parlato, l’approccio italiano fu proteso sempre alla ricerca di puri interessi com-
merciali; scrive il capitano di fregata, comandante superiore navale del Dodeca-
neso, Fausto Leva da Scalanova il 23 aprile all’Ufficio del Capo di Stato Maggiore:
Quello che maggiormente impressiona chi visita la costiera anatolica della nostra
zona è la ricchezza, la fertilità del suolo. Grattando superficialmente la terra, piut-
tosto che arandola, senza concimazione di sorta, i contadini turchi ottengono rac-
colti abbondantissimi dei prodotti più variati. Una cultura più razionale darebbe
raccolti di straordinario rendimento […]. I loro prodotti potrebbero forse colmare
la differenza tra il consumo e la produzione italiana anche in fatto di bestiame. Ri-
metto alcune notizie avute dal Direttore del Banco di Roma di Scalanova (Allegato
1) e condivido la sua opinione che sia facile e semplice portare qui numerosi coloni
italiani. Essi sarebbero bene accolti e troverebbero subito buon profitto del loro
lavoro, ma occorre prima provvedere a buone e sicure garanzie per il loro benes-
sere, per mantenere socialmente elevata la posizione rispetto agl’indigeni e soprat-
tutto studiare e risolvere il problema della malaria, esaminando, se è possibile,
soluzioni in luoghi sufficientemente salubri. Tuttavia, l’idea merita la più grande
attenzione non presentando affatto difficoltà insormontabili. Anche senza un’im-
mediata colonizzazione l’acquisto di queste grandi proprietà o l’affitto può subito
rendere un profitto servendosi dei contadini indigeni con una buona amministra-
zione e direzione. 23
Il capitano di fregata Fausto Leva fa poi un resoconto delle merci esportate
da Makri (oggi Fethiye, centro dell’omonimo distretto della provincia di Muğla)
tra il settembre del 1919 e il febbraio del 1920: legno, vallonea, sesamo, tabacco
e carbone, mentre i maggiori beni importati erano lo zucchero, il petrolio, la carta
da sigarette e i fiammiferi. Il che ci aiuta a comprendere maggiormente quali
erano i commerci dell’area in quel periodo, senza trascurare che vi erano anche
le importazioni di contrabbando che, naturalmente, non figuravano nei docu-
menti di dogana.
Le relazioni come queste, spesso elaborate dagli addetti militari italiani, costi-
tuiscono valide guide interpretative sia sugli aspetti prettamente militari sia ri-
guardo le complesse dinamiche delle relazioni internazionali del periodo in esame,
23 AUSMM, Agricoltura in Anatolia, n. 1307, Scalanova 23 aprile 1920.

