Page 313 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione 311
Come giustamente sottolineato da più storici riguardo le vicende strettamente
connesse all’amministrazione italiana a Rodi, fintanto che questa fosse durata, il
governatore dell’Egeo doveva essere – così come accadeva per gli inglesi a Cipro
– un ufficiale generale la cui azione governativa non si applicava al solo ambito
militare ma, in maniera più estesa, anche al campo civile e sociale, e così accadde.
Si ritenne così, contrariamente alle prime tensioni internazionali, che la pre-
senza italiana nell’area tornasse utile al già di per sé fragile “equilibrio internazio-
nale”, anche perché un’eventuale restituzione alla Turchia o una nuova cessione
da parte della Grecia avrebbero reso ancor più incandescente la già rovente pe-
nisola balcanica.
Il fragile equilibrio si incrinò nei mesi precedenti lo scoppio del Primo conflitto
mondiale, allorché l’Impero ottomano – ormai al collasso finanziario e militare –
fu costretto a elargire concessioni finanziarie e geografiche a Francia, Inghilterra
e Impero tedesco.
Nel frattempo alla fine della guerra, furono firmati gli armistizi: con l’Impero
ottomano a Mudros il 30 ottobre, con l’Impero austro-ungarico a Villa Giusti di
Padova il 3 novembre e con l’Impero tedesco a Rethondes l’11 novembre del
1918; la diplomazia internazionale si iniziò ad adoperare per organizzare la Con-
ferenza di pace.
Nel luglio del 1919 fu siglato l’accordo Tittoni-Venizelos secondo il quale la
gran parte delle isole sarebbe passata alla Grecia, eccetto Rodi il cui destino sa-
rebbe stato deciso entro cinque anni da un plebiscito.
L’accordo, di ispirazione wilsoniana, fu pensato da Tittoni per rendere più
“morbide” le richieste italiane di un mandato in Albania e dell’annessione di Va-
lona, mentre l’Italia avrebbe acconsentito a rettifiche territoriali nel Nord del-
l’Epiro e appoggiato la Grecia per l’annessione di territori già facenti parte
dell’Impero ottomano (Epiro, Macedonia, Tracia meridionale). 17
Perseguendo e ribadendo il suo ruolo atto al mantenimento degli equilibri me-
diterranei, l’Italia, nel giugno del 1921, decise di evacuare Adalia e schierarsi di-
plomaticamente con i turchi, che nel settembre colsero un’importante vittoria sui
greci, poi sconfitti definitivamente nell’agosto del 1922. 18
Pochi mesi dopo, l’11 ottobre, fu firmato l’armistizio a Mundanya in cui venne
riconosciuta a livello internazionale l’autorità di Mustafa Kemal e le potenze eu-
17 SFORZA, C., L’Italia dal 1914 al 1944 quale io la vidi. Mondadori, Roma 1945, p. 91-92.
18 QUARONI, P., Il mondo di un ambasciatore. Milano 1965, p. 13-14.

