Page 310 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              le particolarità, ma anche di valutarne l’impatto nella vita e nella memoria della
              società locale.
                 La sua ricerca ha privilegiato le fonti e i metodi della storia orale, pur avvalen-
              dosi di documenti archivistici, di fonti a stampa e letterarie.
                 Nel suo Una faccia, una razza: le colonie italiane nell’Egeo del 2003, Doumanis a
              proposito del Dodecaneso scrive: «Usato prima come pegno dalla diplomazia
              delle grandi potenze, ha rappresentato per l’Impero italiano uno dei più preziosi
              gioielli della corona». 11
                 Terra di frontiera tra Occidente e Oriente e punto nevralgico per il controllo
              del Mediterraneo orientale, l’arcipelago di Rodi sarebbe dovuto diventare nelle
              intenzioni dei governi liberali, e poi del regime fascista, la “vetrina” del colonia-
              lismo italiano.
                 In Studi per un’eventuale occupazione dell’isola di Rodi o altre isole turche,
              documento custodito presso l’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore
              dell’Esercito (AUSSME) Alberto Pollio, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (in
              carica fino al primo luglio 1914, data della scomparsa) inviò nella primavera del
              1913 al Capo di Stato Maggiore della Marina, Carlo Rocca Rey (in carica fino al
              primo aprile 1913 e poi sostituito dal vice ammiraglio Paolo Thaon di Revel) una
              lettera i cui tratti salienti ci permettono di ricostruire i prodromi del conflitto
              dell’Egeo e i primi e chiari interessi circa un’eventuale occupazione delle isole del
              Dodecaneso:


                    Io penso che possa essere utile per noi nella attuale guerra occupare qualche cosa
                    dell’Impero ottomano che lo porti ad accettare la pace. Purtroppo non abbiamo
                    le mani libere e non possiamo per esempio agire sulle coste occidentali della peni-
                    sola balcanica, né andare a Costantinopoli forzando i Dardanelli […]. Possiamo
                    però […] impadronirci di qualche isola, almeno tenendola come pegno. Strategi-
                    camente, l’isola di Rodi sarebbe per noi un pegno prezioso, anche perché si po-
                    trebbe occupare evitando le insidie delle Cicladi e delle Sporadi. 12


                 Dal punto di vista strettamente politico – almeno nelle intenzioni – si ritenne
              che il possesso di Rodi, unito a una possibile incursione nelle Sporadi del Sud,


              11  DOUMANIS, N., Una faccia, una razza: le colonie italiane nell’Egeo. Il Mulino, Bologna 2003, p.17.
              12  Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito (AUSSME), Studi per un’even-
                 tuale occupazione dell’isola di Rodi o altre isole turche. L8, R1, C18.
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