Page 309 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione              307




                 Il 28 settembre 1911 l’Italia presentò al Governo ottomano un ultimatum chie-
              dendo il consenso dell’occupazione della Tripolitania col pretesto di difendere i
              cittadini italiani che vi risiedevano perché minacciati da fanatici musulmani: il Go-
              verno ottomano respinse l’ultimatum fornendo una risposta conciliante e nono-
              stante ciò l’Italia dichiarò guerra. 9
                 La provincia libica era quasi indifesa e le truppe italiane non ebbero grandi
              difficoltà a occupare le zone costiere. La squadra italiana si presentò quindi da-
              vanti a Tripoli e il 3 ottobre iniziò il cannoneggiamento dei forti; due giorni dopo
              la flotta sbarcò una brigata di formazione composta da due piccoli reggimenti,
              formati da tre battaglioni di 300 marinai ciascuno e 1800 uomini in tutto. 10
                 Questo esiguo contingente riuscì a tenere la città per sette giorni fino all’arrivo
              del Corpo di spedizione, nel frattempo la Marina prese le città di Tobruk, di Ben-
              gasi e infine Homs.
                 Le operazioni militari italiane in quest’area misero in allarme le altre potenze
              e gli italiani, a maggio, occuparono le isole del Dodecaneso. La guerra si trascinerà
              fino al trattato di pace del 17 ottobre 1912 che lasciò sia la Tripolitania e la Cire-
              naica, sia il Dodecaneso, all’Italia, anche perché una nuova crisi era all’orizzonte:
              i Balcani.
                 La debolezza politica e militare dell’Impero nel corso della guerra italo-turca
              rinvigorì le speranze degli Stati balcanici, per cui il 2 ottobre del 1912 gli Stati
              balcanici alleati – Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia – presentarono un ulti-
              matum alla Porta chiedendo diverse riforme in Macedonia, posta sotto controllo
              straniero; contemporaneamente si mobilitarono per la guerra.
                 Fin qui la politica internazionale scandita dagli eventi che più ci riguardano
              per comprendere, nelle sue linee generali, il quadro entro cui si mosse l’Italia dal
              1911, in relazione all’occupazione delle isole del Dodecaneso, fino allo sgretolarsi
              dell’Impero ottomano e i successivi anni, 1919-1923, che vedono impegnate le
              navi italiane tra il Bosforo e l’Egeo.
                 Tra il 1912 e il 1943 Rodi, Kos e le altre isole dell’Egeo orientale furono pos-
              sedimenti coloniali italiani.
                 Lo storico australiano di origine greca Nicholas Doumanis ha ricostruito in
              maniera peculiare la storia della dominazione italiana nell’intento di riconoscere


              9  Vedi VANDERVORT, B., Verso la quarta sponda la guerra italiana per la Libia (1911-1912). Stato
                 Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, Roma 2012.
              10  MAZZETTI, M., L’esercito italiano nella triplice alleanza. Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli
                 1974, p. 247.
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