Page 311 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione 309
avrebbe potuto indurre il sultano a firmare un trattato di pace; l’occupazione,
quindi, partita come provvisoria, si sarebbe protratta fino al Secondo conflitto
mondiale.
Così l’Italia si “avvicina” alle meravigliose isole dell’Egeo destinate a rimanere
sotto il dominio di Roma per quasi trent’anni – dal 1912 fino all’occupazione te-
desca e all’Operazione Achse del 1943 – ma formalmente fino al 1947. 13
Nell’autunno del 1911 i due Capi di Stato Maggiore, Pollio e Rocca Rey, ini-
ziavano a prendere in seria considerazione la possibilità di azioni militari mirate
per intimidire Costantinopoli, ma era necessario conciliare le esigenze militari
con la politica interna ed estera, ossia definire con precisione la strategia tenendo
in considerazione i vincoli internazionali: Francia e Inghilterra si mostravano, in-
fatti, preoccupate per eventuali conflitti localizzati nell’Egeo.
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Il 28 aprile del 1912 la 2 Divisione della 1 Squadra prendeva possesso, in
modo pacifico, di Stampalia per crearvi una base; il contingente sarebbe poi par-
tito nella notte del 4 maggio per Rodi e gli equipaggi non avrebbero dovuto co-
noscere l’esatta destinazione della navigazione.
La flotta italiana, alle ore 02:00 della notte, arrivò quindi presso la baia Kaliteas,
a circa 10 chilometri da Rodi, con i piroscafi Sannio, Europa, Toscana, Bulgaria, Val-
paraiso, Cavour, Verona e le corazzate Emanuele Filiberto, Regina Margherita, Benedetto
Brin e Ammiraglio di Saint Bon.
Le forze sbarcarono nella totale assenza di resistenza ottomana, ma nel corso
dell’avanzata verso la città di Rodi un nutrito distaccamento di circa 400 soldati
ottomani attaccò le unità italiane, senza causare feriti.
L’esercito, arrivato a Rodi, accerchiò le posizioni di difesa della città intimando
la resa al Valì che, dopo l’ennesimo ultimatum, decise di fuggire verso la costa
orientale a Lindos.
A pattugliare le acque intorno all’isola vi erano il Coatit, il Lanciere e il Duca di
Genova.
L’intera isola fu definitivamente occupata il 17 marzo, mentre negli stessi giorni
la Regia Marina Militare Italiana occupava le altre isole dell’arcipelago: l’incrocia-
tore corazzato San Marco arrivò a Lero, l’incrociatore corazzato Amalfi a Patmos,
l’incrociatore ausiliario Duca di Genova a Calchi ed Emporio, il Pisa a Calino mentre
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le corazzate della 1 Divisione presero Nisino, Piscopo, Coo e Scarpanto.
13 Vedi BATTAGLIA, A., Il Dodecaneso italiano: una storia da rivisitare (1912-1942). EuroStudium,
aprile-giugno 2010.

