Page 315 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 315

V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione              313





               Vedetta Tramontana   capo timon. 2° R. Natali        Linea Postale

               Rimorchiatore Lido   capo timon. Ia A. Rapino        Rodi

               Rimorchiatore Vortice sottotenente vasc. G. Zamponi  Rodi

               Piroscafo Dalaman    sottotenente vasc. Arcidiacono  Rodi

               Piroscafo Cappellini  ten. vascello V. Schezzini     Rodi

               MAS 63               2° nocchiere V. Denaro          Rodi

               MAS 66               capo timon. Ia V. Zavota        Carina (Spilia)

               MAS 90               capo timon. Ia V. Celli         Scalanova (Kuşadası)

               MAS 111              2° capo timon. Guardamagna      Rodi

               MAS 114              capo timon. Ia S. Costa         Rodi

               MAS 282              capo timon. 2° A. Maselli       Porto Covello

               MAS 305              2° nocchiere R. Azzarita        Arenato a Rodi

                 Grazie al riconoscimento internazionale si riuscì a organizzare l’amministra-
              zione delle isole in modo più chiaro: gli uffici e la residenza del governatore erano
              a Rodi città, mentre il resto dell’arcipelago fu distinto in unità amministrative ba-
              sate sulle antiche divisioni ottomane; vi era inoltre un segretario generale – che
              assisteva per gli affari generali il governatore – che aveva molteplici responsabilità
              come l’istruzione, la contabilità di bilancio, il catasto fondiario, la sicurezza, la te-
              nuta degli archivi ufficiali, la tassazione, la sanità pubblica, i servizi portuali, il
              controllo dei passaporti e le dogane.
                 Il terzo governatore civile fu Mario Lago, che ricoprì l’incarico dal novembre
              del 1922: nonostante l’avvento del regime fascista, fu mantenuta l’organizzazione
              amministrativa data dai predecessori, prestando invero parecchia attenzione alla
              vigilanza sulle popolazioni locali a causa del forte irredentismo greco; l’arcipelago,
              inoltre, rispondeva direttamente al ministero degli Affari Esteri ed era classificato
              come “possedimento” e non come “colonia”, gli abitanti come “cittadini del
              regno”, pur non godendone la totalità dei diritti.
                 Insomma, il Dodecaneso era più di una colonia e meno di una provincia.
   310   311   312   313   314   315   316   317   318   319   320