Page 318 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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316          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              oltre a garantire un valido supporto interpretativo della società ottomana del-
              l’epoca, che proprio in quegli anni si avviò a un’inesorabile trasformazione.
                 Intanto nel settembre, alla Conferenza degli ambasciatori delle principali po-
              tenze alleate e associate a Parigi, il capitano di fregata Francesco Ruspelli (membro
              della delegazione italiana alla Conferenza) scrive all’Ufficio del Capo di Stato
              Maggiore della Marina per aggiornarlo circa il progetto di istruzioni per la costi-
              tuzione e il funzionamento della Commissione interalleata di controllo e di orga-
              nizzazione previste nel trattato con la Turchia.
                 Ruspelli scrive:

                    Letta durante la seduta del 22 corrente del Comitato Militare di Versailles, si ha il
                    pregio di comunicarla per conoscenza, informando che la Regia Marina ha costan-
                    temente sostenuto le tesi: a) che le commissioni di controllo non dovrebbero ope-
                    rare se non sul territorio attuale e sotto la effettiva sovranità dello stesso nemico
                    presso il quale sono accreditate; b) che se soltanto la prima delle due condizioni si
                    verificasse a Smirne e nella zona demilitarizzata degli Stretti, entrambe nominal-
                    mente sotto sovranità turca, lo Stato nemico non può essere tenuto a pagare le
                    spese delle Commissioni. Tali principi dovrebbero essere applicati in ogni caso, e
                    pertanto le Commissioni di Controllo non potrebbero poter operare in Tracia, ma
                    neppure nel territorio dello Stato Libero di Danzica ed in quelle dello Schleswig
                    passato tramite plebiscito alla Danimarca. Le ragioni suddette sono state ricono-
                    sciute e valgono a maggior ragione per il caso dell’Istria e della Dalmazia, perché
                    occupate dall’Italia che, come una delle Principali Potenze Alleate, è responsabile
                    dell’esecuzione dei Trattati, mentre le piccole Potenze non lo sono. 24

                 Sempre relativa alla delegazione italiana alla Conferenza degli ambasciatori è
              la copia di estratto del progetto di risposta alla Turchia, spedito in luglio il con-
              trammiraglio Marco Grassi al Capo di Stato Maggiore della Marina Acton a Roma
              dove si affermava che «le Potenze Alleate si sono risolte di emancipare dal giogo
              turco tutti i territori abitati da maggioranze di razze non turca. Non sarebbe né
              giusto né di natura condurre ad una giusta pace nel vicino Oriente il costringere
              numerose popolazioni non turche a rimanere sotto la legge ottomana».
                 Nell’ottobre del 1920 il Comando Superiore Navale del Dodecaneso Regia
              Nave Verri invia alla Regia Marina un “rapporto generico” a firma del capitano di
              fregata e comandante superiore navale del Dodecaneso Giulio Valli dove, tra le



              24  AUSMM, busta 1509, Turchia, Copie di progetto di istruzioni per la costituzione e il funzionamento
                 della Commissione Interalleata di Controllo e di organizzazione previste nel Trattato con la Turchia, n.
                 68843, Parigi 4 ottobre 1920.
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