Page 322 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 322

320          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              mansk e Archángel’sk, i due principali punti di arrivo e smistamento dei riforni-
                                    2
              menti alleati alla Russia. L’avanzata tedesca, anche grazie al sostegno eventuale
              dei nazionalisti finlandesi (alla ricerca di sostegno nella guerra civile appena ini-
              ziata con le locali forze bolsceviche), era ormai considerata un’eventualità con-
              creta. Ai primi di aprile 1918 i bianchi finlandesi avevano infatti richiesto l’aiuto
              tedesco, permettendo così alle truppe di Berlino di raggiungere la Finlandia me-
                       3
              ridionale. I tedeschi entrarono a Helsinki il 13 aprile, Vyborg cadde il 29 e gli ul-
              timi scontri con i rossi avvennero nel Sud-Est del Paese tra fine aprile e inizio
              maggio.
                 Alla luce di ciò, si era discusso l’invio di una piccola forza multinazionale. 4
              L’obiettivo degli Alleati era a questo punto non solo combattere i tedeschi nel
              Nord della Russia ma anche mostrare la volontà di mantenere il proprio impegno
              in Russia a sostegno dei bianchi. 5
                 L’Italia intanto, superata la crisi di Caporetto, aveva deciso di accettare un mag-
              giore contributo allo sforzo bellico alleato, anche attraverso una maggiore parte-
              cipazione e un’aumentata visibilità per i contingenti italiani schierati sugli altri
              fronti, che tenacemente il Comando Supremo aveva tentato fino ad allora di li-
              mitare all’essenziale. La decisione di inviare un piccolo contingente in Murmania
                                6
              nella tarda primavera del 1918 sarebbe rientrata in questo nuovo sforzo, militare
              e di immagine. Questo, nonostante il Capo di Stato Maggiore, generale Armando
              Diaz, avesse accolto con diffidenza l’idea di un impegno nella regione artica. In



              2  AUSSME, fondo F-3, carteggio sussidiario Prima guerra mondiale, busta 272, Nota collettiva
                 n. 31, Deliberazione presa dai rappresentanti militari permanenti al consiglio supremo di guerra. 3 giugno
                 1918. Vedi anche VAGNINI, A., Il Corpo di Spedizione Italiano in Murmania (1918-1919) in AL-
                 TAROZZI, G. (a cura di), European Integration between Tradition and Modernity. Vol. VI. Editura
                 Universităţii “Petru Maior”, Târgu Mureş 2015, p. 554-570.
              3  Si trattava di circa 13.000 uomini della Divisione del Baltico del generale Rüdiger von der
                 Goltz e il Gruppo Brandenstein comandato dal colonnello Otto von Brandenstein.
              4  Un totale di sei battaglioni, sotto comando unico. Gli inglesi si riservarono però il comando
                 delle forze navali. AUSSME, fondo F-3, carteggio sussidiario Prima guerra mondiale, busta
                 272, Nota collettiva n. 31 op. cit., p. 4.
              5  Per comprendere la dimensione effettiva dell’intervento alleato in Russia dobbiamo anche ri-
                 cordare l’azione compiuta da truppe nipponiche e statunitensi in Siberia.
              6  Per una descrizione dell’attività svolta dall’Esercito Italiano su gli altri fronti cfr. L’Esercito Ita-
                 liano nella Grande Guerra (1915-1918). Vol. VII: Le operazioni fuori del territorio nazionale. Albania-
                 Macedonia-Medio Oriente. Tomo III: Narrazione. Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico,
                 Roma 1983.
   317   318   319   320   321   322   323   324   325   326   327