Page 326 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              vietica che tuttavia, nonostante il nome altisonante, nel novembre 1918 non con-
              tava più di 2000 uomini. Durante quell’inverno vi furono le prime operazioni
              contro i sovietici, eppure la vita dei soldati italiani era scandita da lunghe e noiose
              corvée. La primavera avrebbe portato un po’ di azione. In aprile venne lanciata
              un’operazione per l’occupazione dell’area del lago Onega. In quelle settimane la
              Colonna Savoia era stata inviata a Ostrov Popov, vicino Kem. Il reparto operò
              nella zona Urosozero, insieme a una brigata inglese, poi, insieme a truppe serbe
              e britanniche prese parte a un’azione sulla località Medveja Gora, nei pressi del
              lago Onega, rimanendo nella zona, schierata su posizioni difensive, fino al 28
              maggio. Il 13 giugno fu ordinato di ritornare a Medveja Gora, su cui si stavano
              concentrando forti nuclei bolscevichi. Il 26 giugno, italiani e inglesi attaccarono
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              con successo le forze sovietiche, resistendo poi al successivo contrattacco. La
              conquista e la successiva difesa di Medveja Gora fu in effetti l’unico fatto d’arme
              di cui furono protagonisti gli italiani.
                 Nel frattempo la posizione delle forze alleate ad Archángel’sk si era fatta pre-
              caria. Era infatti emersa con chiarezza la necessità di ripensare la missione nel
              Nord della Russia, anche considerando l’opportunità di un progressivo ritiro del
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              contingente alleato. Tra le truppe, specialmente tra i francesi, vi erano stati pe-
              ricolosi segnali di cedimento morale. Con la guerra ormai conclusa e dopo mesi
              su un lontano e difficile fronte, i soldati iniziavano infatti a manifestare il desiderio
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              di tornare in patria. I governi alleati furono dunque costretti a ordinare il ritiro
              delle proprie forze dalla Murmania. All’inizio del maggio 1919 il Ministero della
              Guerra scriveva agli Esteri affrontando il problema del morale delle truppe schie-
              rate in Murmania e in Estremo Oriente. Si faceva riferimento alle condizioni di
              disagio in cui si trovavano i soldati in Russia proponendo che fossero ritirati e al
              massimo rimpiazzati da volontari. Il ministro della Guerra e il Capo di Stato
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              Maggiore iniziarono a prendere seriamente in considerazione un ritiro solamente
              in maggio, per quanto, vista la crisi che in quei giorni stava attraversando il fronte


              16  AUSSME, B-1 Diari Prima Guerra Mondiale, 129/S, 33-C, Relazione sulle operazioni che portarono
                 alla conquista di Casello 9 (26-29 giugno 1919), n. prot. 201R. 30 giugno 1919
              17  KINVIG, C., Churchill’s Crusade: The British Invasion of  Russia, 1918-1920. Hambledon Conti-
                 nuum, 2006, p. 256.
              18  Temuto era inoltre il rischio della propaganda bolscevica tra le truppe.
              19  VAGNINI, A., Il Corpo di Spedizione Italiano op. cit., p. 367.
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