Page 329 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 329

V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione              327




              dell’episodio di maggior interesse nel quadro delle operazioni condotte da truppe
                                              26
              italiane in quella parte del mondo. La decisione di raccogliere gli irredenti pre-
              senti tra i prigionieri di guerra in Russia fu attuata in seguito alla costituzione di
              una commissione agli ordini del tenente colonnello Achille Bassignano, che rag-
              giunse Pietrogrado il 1° agosto 1916. Di tale commissione facevano parte anche
              tre ufficiali dei Carabinieri: il maggiore Giovanni Squillero, il capitano Cosma Ma-
              nera – subito dopo promosso maggiore – e il capitano Nemore Moda. A questo
              punto attraverso una sottile e insistente opera di propaganda si cercò di indurli
              ad arruolarsi nel Regio Esercito.
                 L’opera della missione fu piuttosto efficace e già il 24 settembre 1916 un primo
              contingente di prigionieri del campo di Kirsanov si era offerto volontario per
              servire nel Regio Esercito. Molti degli oltre 25.000 prigionieri austro-ungarici di
              origine italiana in mano ai russi sarebbero infatti stati aiutati dalle autorità italiane
              a uscire dai campi di concentramento qualora avessero manifestato la volontà di
              arruolarsi nel Regio Esercito. Imbarcati ad Archángel’sk i primi scaglioni raggiun-
              sero l’Italia via mare, facendo scalo in Inghilterra. Entro la metà del 1917 circa
              1700 prigionieri erano già salpati per l’Italia; rimaneva in attesa un terzo gruppo,
              ancora in formazione, che avrebbe dovuto partire al comando del maggiore
              Cosma Manera. Questi uomini furono quindi organizzati in tre battaglioni di
              quattro compagnie ciascuno. In molti casi si trattava però di militari ormai debi-
              litati dalla prigionia e fiaccati nel morale. La rivoluzione bolscevica portò al trattato
              di pace di Brest-Litovsk e all’inizio della guerra civile.
                 Lo scoppio della rivoluzione, cui aveva fatto seguito la reazione da parte degli
              Alleati, decisi a sostenere le forze bianche, aveva quindi indotto il Governo ita-
              liano a organizzare una missione militare con il compito di raccogliere e trasferire
              in Siberia i prigionieri di origine italiana ancora presenti in Russia, in vista di un
              loro successivo rimpatrio. Il coordinamento dell’attività fu affidato al maggiore
              Cosma Manera, coadiuvato dal tenente di origine trentina Gaetano Bazzani e dal
              tenente fiumano Icilio Baccich. Le condizioni materiali dei volontari e della Russia
              in generale erano in quel momento disastrose. Il Manera si preoccupò non a caso
              per prima cosa di migliorare le condizioni di vita dei prigionieri. Fallito a Vologda
              il tentativo di rimpatrio via Archángel’sk, il maggiore Manera si occupò quindi
              del trasporto degli irredenti attraverso la Siberia; operazione che ebbe inizio nel-
              l’ottobre del 1918. Vista la difficile situazione, aggravata dalla scarsezza di viveri



              26  Il reparto fu integrato del Corpo di spedizione italiano in Estremo Oriente.
   324   325   326   327   328   329   330   331   332   333   334