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330 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
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con conseguente grave danno d’immagine per il Paese. Mortola citava espres-
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samente le RR.NN. Regina Elena e Napoli. L’ammiraglio Mortola aggiungeva
anche che non fosse necessario tentare di porsi alla pari con inglesi e francesi,
vista la netta disparità di risorse, ma che ci si potesse accontentare di «un tiepido
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spiegamento di bandiera». La partecipazione italiana ad azioni navali nel Mar
Nero era del resto richiesta dallo stesso ammiraglio britannico Calthorpe e rap-
presentava un aspetto rilevante della politica alleata nella regione. A ciò si aggiun-
gano i tentativi fatti in quei giorni da alcuni “agenti ucraini” che avevano richiesto
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il sostegno degli Alleati contro le forze bolsceviche a Kiev e Odessa. Nella pri-
mavera del 1919 navi italiane furono coinvolte nelle operazioni di rimpatrio di
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cittadini stranieri dalle diverse località costiere del Mar Nero. In marzo i marinai
italiani furono impegnati nelle operazioni per l’evacuazione di Odessa, trasferendo
verso Costantinopoli la locale comunità italiana. La situazione a Odessa era infatti
divenuta critica e a ciò si sommava il desiderio di affermare il ruolo politico e
commerciale dell’Italia nella regione del Mar Nero, che rendeva opportuna una
presenza – seppur ridotta – della flotta italiana.
Il 16 marzo lo sgombero di Odessa sembrava ormai inevitabile e in una simile
eventualità, sia l’alto commissario italiano a Costantinopoli, Carlo Sforza, che
l’ammiraglio Mortola ritenevano necessario un contributo italiano alle future ope-
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razioni. Il 21 marzo vi furono degli incontri cui presero parte i generali Franchet
d’Esperey e Berthelot per discutere l’eventuale evacuazione della città, che fu
però respinta. Nonostante ciò, alla Roma fu richiesto di mantenersi pronta. Il 3
aprile marinai italiani e francesi presero il controllo dell’area portuale, mentre i
piroscafi alla fonda venivano rimorchiati in rada per evitare che i bolscevichi se
33 Archivio Storico Marina Militare (AUSMM), fondo base, busta 1372/3, Comando 2 Divisione
a
Squadra da battaglia, n. 531RR, p. 21-22.
34 DDI op. cit.. Sesta serie, vol. II. La Libreria dello Stato, Roma 1980, doc. 179.
a
35 AUSMM, fondo base, busta 1372/3, Comando 2 Divisione Squadra da battaglia, n. 531RR,
p. 23.
36 DDI op. cit.. Sesta serie, vol. I, doc. 224.
37 Citiamo a tal proposito l’azione delle RR.NN. Roma, Poerio e Pepe. AUSMM, fondo base, busta
1417, Ministero della Marina, foglio d’ordini n. 135, 19 maggio 1919 e ivi, T. n. 1086, Il Ministro
a S.E. il Capo di Stato Maggiore della Marina, Roma 12 maggio 1919.
38 DDI op. cit.. Sesta serie, vol. II, doc. 890.

