Page 332 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              con conseguente grave danno d’immagine per il Paese. Mortola citava espres-
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              samente le RR.NN. Regina Elena e Napoli. L’ammiraglio Mortola aggiungeva
              anche che non fosse necessario tentare di porsi alla pari con inglesi e francesi,
              vista la netta disparità di risorse, ma che ci si potesse accontentare di «un tiepido
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              spiegamento di bandiera». La partecipazione italiana ad azioni navali nel Mar
              Nero era del resto richiesta dallo stesso ammiraglio britannico Calthorpe e rap-
              presentava un aspetto rilevante della politica alleata nella regione. A ciò si aggiun-
              gano i tentativi fatti in quei giorni da alcuni “agenti ucraini” che avevano richiesto
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              il sostegno degli Alleati contro le forze bolsceviche a Kiev e Odessa. Nella pri-
              mavera del 1919 navi italiane furono coinvolte nelle operazioni di rimpatrio di
                                                                     37
              cittadini stranieri dalle diverse località costiere del Mar Nero. In marzo i marinai
              italiani furono impegnati nelle operazioni per l’evacuazione di Odessa, trasferendo
              verso Costantinopoli la locale comunità italiana. La situazione a Odessa era infatti
              divenuta critica e a ciò si sommava il desiderio di affermare il ruolo politico e
              commerciale dell’Italia nella regione del Mar Nero, che rendeva opportuna una
              presenza – seppur ridotta – della flotta italiana.
                 Il 16 marzo lo sgombero di Odessa sembrava ormai inevitabile e in una simile
              eventualità, sia l’alto commissario italiano a Costantinopoli, Carlo Sforza, che
              l’ammiraglio Mortola ritenevano necessario un contributo italiano alle future ope-
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              razioni. Il 21 marzo vi furono degli incontri cui presero parte i generali Franchet
              d’Esperey e Berthelot per discutere l’eventuale evacuazione della città, che fu
              però respinta. Nonostante ciò, alla Roma fu richiesto di mantenersi pronta. Il 3
              aprile marinai italiani e francesi presero il controllo dell’area portuale, mentre i
              piroscafi alla fonda venivano rimorchiati in rada per evitare che i bolscevichi se


              33  Archivio Storico Marina Militare (AUSMM), fondo base, busta 1372/3, Comando 2 Divisione
                                                                                a
                 Squadra da battaglia, n. 531RR, p. 21-22.
              34  DDI op. cit.. Sesta serie, vol. II. La Libreria dello Stato, Roma 1980, doc. 179.
                                                       a
              35  AUSMM, fondo base, busta 1372/3, Comando 2 Divisione Squadra da battaglia, n. 531RR,
                 p. 23.
              36  DDI op. cit.. Sesta serie, vol. I, doc. 224.
              37  Citiamo a tal proposito l’azione delle RR.NN. Roma, Poerio e Pepe. AUSMM, fondo base, busta
                 1417, Ministero della Marina, foglio d’ordini n. 135, 19 maggio 1919 e ivi, T. n. 1086, Il Ministro
                 a S.E. il Capo di Stato Maggiore della Marina, Roma 12 maggio 1919.
              38  DDI op. cit.. Sesta serie, vol. II, doc. 890.
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