Page 331 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione 329
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drati da una ventina di ufficiali italiani in compagnie di circa 200 uomini. I vo-
lontari, riequipaggiati con divise fornite dai giapponesi, con l’aggiunta di un cap-
pello alpino con coccarda tricolore, furono quindi distribuiti in tre sedi. Circa
1750 rimasero infatti a Tianjin, 500 furono inviati a Beijing e altri 250 a Shan-
kai-kuan. 30
Il Corpo di spedizione combatté nell’estate del 1919 per mantenere attiva la
ferrovia transiberiana (nell’area di Krasnojarsk e poi in Manciuria) di cui gli Alleati
si servivano per approvvigionare le forze bianche che combattevano contro i bol-
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scevichi. Combattimenti vi furono presso Irkutsk, Harbin e Vladivostok.
La missione italiana in Estremo Oriente sarebbe terminata il 9 agosto 1919,
quando i reparti furono richiamati in patria per decisione del governo Nitti, nel
quadro di un più ampio piano di limitazione degli impegni all’estero. Viste le di-
stanze e le difficoltà logistiche, giunsero però in patria solamente nel maggio del
1920.
Il Caucaso e il Mar Nero
Un’altra regione in cui l’Italia fu attiva in quegli anni fu il Mar Nero, dove in
seguito agli eventi rivoluzionari anche quelle province dell’Impero zarista stavano
precipitando nella guerra civile o – come nel Caucaso – si indirizzavano verso
l’indipendenza, osteggiata però con decisione dalle forze bianche. L’Italia era pre-
sente in quel momento a Costantinopoli con alcune unità navali nel quadro delle
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occupazioni seguite all’armistizio con l’Impero ottomano. Da qui, già nella se-
conda metà del novembre 1918 venne organizzata una breve crociera nel Mar
Nero, cui avrebbero dovuto prendere parte navi britanniche, francesi e italiane.
A tal proposito, l’ammiraglio Mortola, al comando delle forze navali italiane nel-
l’area, informò il Ministero della Marina di aver predisposto l’invio di tre caccia-
torpediniere, ma che sarebbe stato però opportuno l’invio di unità maggiori onde
evitare il rischio di non poter prendere parte ad analoghe operazioni in futuro,
29 Si trattava di circa 1600 trentini e 900 giuliani.
30 BASSETTI, S., Grazhdanskaya Vojna: il Regio Esercito italiano con lo zar, 1916-1920. Lampi di
stampa, Vignate 2015; DUNDOVICH, E., Bandiera rossa trionferà? L’Italia, la Rivoluzione di
ottobre e i rapporti con Mosca. 1917-1927. FrancoAngeli, Milano 2017, p. 50-51.
31 BASSETTI, S., Grazhdanskaya Vojna: il Regio Esercito op. cit., p. 42.
32 Cfr. VAGNINI, A. (a cura di), Tra il Bosforo e l’Egeo. La Marina italiana e la fine dell’Impero ottomano
1919-1923. Ufficio Storico Marina Militare, Roma 2019.

