Page 314 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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312 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
ropee iniziarono la revisione del trattato di Sèvres. L’Italia, rappresentata dal mi-
nistro degli Esteri Sforza, comunicò l’intenzione di non ritenere più valido il trat-
tato Tittoni-Venizelos in forza dell’articolo 7 in cui si precisava che, in caso di
non soddisfazione delle sue aspirazioni in Asia Minore, l’Italia avrebbe ritenuto
decaduto il negoziato.
Dunque, il trattato di pace finale metteva la parola “fine” alle questioni aperte
tra Roma e Costantinopoli, negli articoli 12, 13 e 15 fu sancita la definitiva ces-
sione del Dodecaneso all’Italia per i buoni uffici diplomatici offerti al Governo
turco contro la Grecia.
Confermata anche la sovranità dell’Italia sulla Libia e riconosciuta l’indipen-
denza della Repubblica di Turchia, Cipro fu assegnata come colonia della corona
all’Impero britannico e nuovi confini disegnarono la Grecia, la Bulgaria e la Tur-
chia stessa.
Il Dodecaneso dopo circa dieci anni di occupazione era ufficialmente italiano,
risultato questo di un intenso lavoro diplomatico, sottoposto all’amministrazione
militare fino al settembre del 1920 cui subentrò, successivamente, quella civile
con i governatori Felice Maissa e Alessandro de Bosdari.
La situazione del naviglio dipendente al 1° luglio del 1919 presso il Comando
della Stazione Navale del Dodecaneso era la seguente:
Nave o silurante Grado e nome del Comandante Località
Regina Elena cap. vascello A. Ciano Adalia
Liguria cap. fregata P. Cattani Scalanova (Kuşadası)
Coatit cap. fregata P. Pontremoli Boudrum (Bodrum)
Corazziere cap. corvetta L. Ciani Porto Vathi (Vathy)
Bersagliere cap. corvetta E. Stretti Rodi
Arpia ten. vascello G. Nardulli Marmarice
Centauro ten. vascello Berardinelli Rodi
Sagittario ten. vascello F. Zezi Rodi
Vedetta Gaeta capo timon. Ia G. Corvisiero Rodi

