Page 306 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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304 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
se all’Esercito, in un crescendo dovuto al degenerare della situazione politica in-
terna, si affidò l’onere – moralmente gravoso – del mantenimento dell’ordine
pubblico.
Alla fine del 1919 l’Esercito era già ridotto a una forza di 490.000 uomini (di
cui ben 60.000 carabinieri) e ulteriori riduzioni avvennero nell’anno successivo.
Lo stesso Comando Supremo, felice intuizione bellica, fu sciolto all’inizio del-
l’anno. I numerosi impegni affrontati nell’immediato dopoguerra non indussero
il mondo politico a rivedere le decisioni, troppo rapide, di una pesante smobili-
tazione, nemmeno delle capacità industriali belliche. A loro volta i vertici militari,
oltre a non saper far presenti le reali esigenze, condussero una politica di revisione
dello strumento caratterizzata da una profonda incomprensione dei mutamenti
evidenziati dal conflitto in ordine ad armamenti e tattiche emergenti. In breve si
tornò a ordinamenti organici e a dotazioni di armamenti antiquati. Il depaupera-
mento nel campo degli armamenti e il dissolversi, a causa della mancata analisi,
dell’esperienza maturata sui campi di battaglia, caratterizzarono pesantemente il
futuro sviluppo delle Forze Armate, in particolare dell’Esercito e della nascente
Aeronautica. In poco tempo l’Esercito si ritrovò in una situazione che lo rese più
simile a quello del 1915 che a quello vittorioso del 1918, come lucidamente evi-
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denziato da Gallinari in chiusura del suo lavoro, mentre il mondo politico italiano
continuò a prevedere impieghi non rispondenti alle reali capacità operative, fi-
dando più sulle favorevoli congiunture internazionali o sui sistemi di alleanza in-
vece di cercare di assicurare alla Nazione uno strumento realmente in grado di
assolvere i compiti assegnati.
8 GALLINARI, V., L’Esercito Italiano op. cit., p. 229.

