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300 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
Ufficiali del Corpo di spedizione italiano in Palestina
insieme agli altri rappresentanti dell’Intesa (AUSSME) 6
Altra presenza italiana per mero scopo rappresentativo, senza interessi diretti,
fu l’intervento sullo scenario russo sconvolto dalla rivoluzione. A seguito della
sconfitta della Russia, nel marzo 1918 l’Intesa si trovò in netta difficoltà. Al fine
di preservare i depositi di armi e rifornimenti ammassati in favore dell’ancora al-
leata Russia, prima della sua resa, nei porti d’entrata di Murmansk e Arcangelo,
in occidente, e di Vladivostock, in oriente, si pensò a un intervento diretto. Anche
i tedeschi puntarono ai primi due porti bloccati e assediati dai sovietici. Fu quindi
creato un Corpo di spedizione interalleato a cui l’Italia aderì inviando un contin-
gente di 1316 uomini (un battaglione del 67° Reggimento di fanteria, rinforzato
da una compagnia mitragliatrici, una sezione Carabinieri, una compagnia com-
plementi, un reparto del genio, un nucleo sussistenza e un ospedaletto da campo)
che sbarcò a Murmansk nel mese di settembre. Insieme alle truppe italiane erano
presenti una divisione inglese, un battaglione statunitense, uno francese e uno
serbo. La subentrata resa tedesca trasformò la missione in una spedizione anti-
bolscevica. Nell’inverno, la linea che univa Murmansk ad Arcangelo fu difesa con
successo dai tentativi di penetrazione delle truppe comuniste. Nei combattimenti
si distinse in particolare un gruppo tattico italiano, denominato «Colonna mobile
Savoia», che agiva come riserva d’attacco dello schieramento alleato. In maggio
6 Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito.

