Page 302 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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300          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione





























                                 Ufficiali del Corpo di spedizione italiano in Palestina
                                insieme agli altri rappresentanti dell’Intesa (AUSSME) 6


                 Altra presenza italiana per mero scopo rappresentativo, senza interessi diretti,
              fu l’intervento sullo scenario russo sconvolto dalla rivoluzione. A seguito della
              sconfitta della Russia, nel marzo 1918 l’Intesa si trovò in netta difficoltà. Al fine
              di preservare i depositi di armi e rifornimenti ammassati in favore dell’ancora al-
              leata Russia, prima della sua resa, nei porti d’entrata di Murmansk e Arcangelo,
              in occidente, e di Vladivostock, in oriente, si pensò a un intervento diretto. Anche
              i tedeschi puntarono ai primi due porti bloccati e assediati dai sovietici. Fu quindi
              creato un Corpo di spedizione interalleato a cui l’Italia aderì inviando un contin-
              gente di 1316 uomini (un battaglione del 67° Reggimento di fanteria, rinforzato
              da una compagnia mitragliatrici, una sezione Carabinieri, una compagnia com-
              plementi, un reparto del genio, un nucleo sussistenza e un ospedaletto da campo)
              che sbarcò a Murmansk nel mese di settembre. Insieme alle truppe italiane erano
              presenti una divisione inglese, un battaglione statunitense, uno francese e uno
              serbo. La subentrata resa tedesca trasformò la missione in una spedizione anti-
              bolscevica. Nell’inverno, la linea che univa Murmansk ad Arcangelo fu difesa con
              successo dai tentativi di penetrazione delle truppe comuniste. Nei combattimenti
              si distinse in particolare un gruppo tattico italiano, denominato «Colonna mobile
              Savoia», che agiva come riserva d’attacco dello schieramento alleato. In maggio



              6  Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito.
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