Page 297 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione              295




              armamenti e delle relative capacità d’impiego, tattiche e strategiche. Una forza mi-
              litare dotata, preparata, organizzata e reattiva, sostanzialmente frutto dei sacrifici
              compiuti durante una guerra difficile e onerosa per costi umani, economici e ma-
              teriali. E anche se i provvedimenti di smobilitazione si susseguirono pesanti e im-
              mediati, nel 1919 l’Esercito poteva contare ancora su ottime potenzialità, espresse
              sia in campo organizzativo sia in capacità di combattimento.
                 Nonostante già poco prima del termine del conflitto, a livello politico, si perce-
              pisse una crescente chiusura delle principali potenze dell’Intesa verso l’Italia, per-
              maneva una sostanziale ottimistica fiducia nel riconoscimento finale delle sue
              aspettative territoriali, nazionali e coloniali. Conseguentemente, il Governo italiano
              puntò a conquistarne il favore attraverso una politica che puntava all’inserimento
              dell’Italia quale potenza internazionale su un piano paritario. Questo si tradusse in
              un accentuato presenzialismo militare in teatri diversi da quello nazionale di confine.
              La maggior parte degli interventi, però, avvenne senza puntare a obiettivi strategici
              precisi. Gli impegni nelle operazioni, anzi, si caratterizzarono per una molteplicità
              di sforzi disparati e scoordinati. Le limitate capacità disponibili, soprattutto econo-
              miche e logistiche, furono così inutilmente disperse mentre, con l’immediata smo-
              bilitazione che seguì l’armistizio, andò assottigliandosi vertiginosamente anche la
              componente operativa prima di conseguire apprezzabili risultati.
                 Nella primavera inoltrata del 1919, circa il 20% delle truppe sotto le armi era
              impiegato fuori del territorio nazionale, in un contesto internazionale in subbuglio
              e in imprevedibile evoluzione che richiedeva sempre nuovi e maggiori sforzi. La si-
              tuazione riepilogata dal Comando Supremo al 15 maggio era la seguente: 3

                        Italia                                         878.000

                        Dalmazia                                        24.000
                        Piazze marittime                                14.000
                        Francia (Renania)                               10.000

                        Albania (Balcani)                               54.000
                        Macedonia                                       40.000
                        Asia Minore                                     10.000

                        Palestina                                          500


              3  Dati AUSSME in GALLINARI, V., L’Esercito Italiano nel primo dopoguerra. 1918-1920. Stato
                 Maggiore Esercito, Ufficio Storico, Roma 1980, p. 84.
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