Page 298 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 298

296          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




                 Mentre nei possedimenti d’oltremare erano impegnati altri 76.000 soldati: 4


                        Dodecaneso                                       4.000
                        Tripolitania                                    53.000
                        Cirenaica                                       18.000

                        Eritrea e Somalia                                1.000


                 Il controllo di questi possedimenti, in particolare la delicata situazione creatasi
              in Libia durante il periodo bellico, imponeva un crescente impegno militare e,
              conseguentemente, ingenti risorse.
                 Un ulteriore intervento all’estero fu determinato dalle pressioni della neonata
              compagine jugoslava sull’Austria, alla quale, sfruttando la presenza di alcune mi-
              noranze slave, il Regno serbo-croato-sloveno cercava di sottrarre il controllo della
              conca di Klagenfurt e di parte della Carinzia. Ben presto si arrivò allo scontro
              militare tra le truppe austriache e quelle jugoslave, entrambe formate dai resti
              dell’ex esercito imperiale asburgico. Il contenimento all’espansione jugoslava si
              presentò come un’esigenza prioritaria per l’Italia, delineandosi subito quell’anta-
              gonismo con il neonato Stato balcanico che avrebbe caratterizzato i futuri rap-
              porti tra i due Paesi. Il Governo provvisorio della Carinzia richiese più volte l’aiuto
              italiano a garanzia della propria autonomia. L’Italia ormai si profilava come po-
              tenza tutelare del nascente Stato austriaco. Infatti giunsero ulteriori richieste per
              un intervento italiano anche di fronte alle pressioni espansive della Baviera (ove
              si era insediato un governo rivoluzionario) sulla regione austriaca del Vorarlberg.
              Le titubanze italiane a intervenire vennero meno quando, nei primi di giugno, le
              truppe jugoslave arrivarono a occupare Klagenfurt spingendosi fino al confine
              italiano nei pressi di Villach, ove la locale milizia territoriale si oppose in com-
              battimento. Su decisione unilaterale del ministro Orlando, ma senza opposizione
              degli Alleati, il Regio Esercito, muovendosi sulla linea ferroviaria da Tarvisio a
              Villach, penetrò in territorio austriaco, interponendosi tra i contendenti e costrin-
              gendo gli jugoslavi a una progressiva ritirata.
                 Un importante impegno, per forze utilizzate e per combattimenti affrontati,
                                                                                    5
              fu quello che vide le truppe italiane dispiegate tra il Montenegro e l’Albania. In



              4  Ivi.
              5  Cfr. L’Esercito Italiano nella Grande guerra (1915-1918). Vol. VII: Le operazioni fuori del territorio
   293   294   295   296   297   298   299   300   301   302   303