Page 90 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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88 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
spetto all’Italia nei Balcani tra il novembre e il dicembre 1918, commettendo pa-
recchie gaffes piuttosto grossolane e gratuite, ma il governo di Parigi le sconfessò
(sia pure troppo tardi e quando ormai il danno d’immagine era assicurato) già per
la fine di quello stesso anno, affrettandosi, per esempio, a riconoscere e cedere –
nel gennaio 1919 – i compensi coloniali previsti dal Patto di Londra del 1915 a
beneficio dell’Italia.
Si trattava di pezzi di deserto con qualche oasi che formano, oggi, i confini
della Libia, ma rispetto ai britannici la differenza era pur sempre notevole. Gli
inglesi avevano infatti sottoscritto i medesimi impegni decidendosi, infine, a man-
tenerli appena nel 1926 in Libia e in Somalia, ma anche allora soltanto in cambio
– cosa non prevista nel 1915 – della posizione militarmente importante di Sollum,
ovvero della porta naturale della Cirenaica posta lungo il confine egiziano.
In realtà il vero problema, una volta rimossa la minaccia asburgica in Adriatico,
era rappresentato dalla Royal Navy e, più precisamente, dalla Mediterranean Fleet.
Naturalmente, dati i rapporti di forza esistenti (la Francia, volendoci limitare alle
sole unità maggiori moderne, allineava 7 navi da battaglia nel 1919 mentre il
Regno Unito ne schierava ben 48, affiancate dalla portaerei Argus e da 4 porta-
idrovolanti veloci), di confronti in campo aperto non era proprio il caso di par-
lare.
Royal Navy – Mediterranean Fleet: HMS Iron Duke

