Page 93 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari                                          91




              successivo a Newport, fraternizzando con i minatori in sciopero contro il Go-
              verno. Unica differenza: francesi e inglesi hanno preferito non rivangare quegli
              episodi; da noi, accademici e cronisti hanno imbandito, da allora a oggi, uno dei
              loro consueti processi permanenti.
                 Tornando al piano di ammodernamento della flotta, dati i limitati fondi a di-
              sposizione, per di più ulteriormente e fatalmente tagliati nell’agosto 1922 dal po-
              liticamente debolissimo secondo governo Facta, la Marina italiana fu costretta a
              fare delle scelte precise.
                 Dal punto di vista convenzionale, lo sviluppo delle artiglierie proseguì invariato
              spaziando dall’introduzione delle prime centrali di tiro al loro continuo progresso,
              senza trascurare i nuovi cannoni di progettazione nazionale, la stabilizzazione, la
              punteria a contro-indice e così via.
                 Lo stesso discorso vale per gli incrociatori e i cacciatorpediniere, anch’essi ba-
              sati sui canoni (tradizionali dall’unità d’Italia in poi) della superiore velocità e del
              potente armamento a scapito della protezione, nel tentativo – non sempre riuscito
              – di barattare il numero (mai ancora oggi pari alla bisogna) delle navi disponibili
              con un incremento della loro potenza offensiva.




























                                         Regia Nave Tolosetto Farinati


                 In materia di armi subacquee i siluri passarono, grazie alle esperienze austro-
              ungariche acquisite alla fine del 1918, dalle armi da 450 a quelle, ben più prestanti,
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