Page 96 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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94 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
al 1938, di una relativamente nutrita componente di moderna costruzione formata
da avvisi e dragamine di squadra utilizzabili come navi scorta antisommergibile
d’altura in caso di guerra.
Il vero problema, casomai, consistette nei limiti dell’industria radioelettrica del
tempo.
Il pannello di controllo del radar Particolare dell’antenna a doppia tromba
italiano EC3/ter «Gufo» del radiotelemetro GUFO installato sopra
la plancia della R.N. Scipione Africano
Solo la Gran Bretagna, la Germania e gli Stati Uniti furono in grado di mettere
a punto, tra il 1936 e il 1938, gli ecogoniometri (oggi li chiamiamo sonar), i primi
radar operativi, gli acciarini magnetici (non sempre riusciti) per i siluri e le mine,
e i siluri elettrici della Seconda guerra mondale. Italia, Francia, Giappone, Unione
Sovietica e Olanda erano, per contro, tutte allo stesso livello, quantificabile in
circa quattro anni di ritardo rispetto alle tre capoclasse.
Il vero dramma, e siamo alla seconda e finale lezione risalente a cent’anni fa,
fu casomai quello della portaerei. Data la disponibilità dello scafo della nave da
battaglia Caracciolo e dell’apparato motore della gemella Cristoforo Colombo sarebbe
stato possibile realizzare, con relativamente poca spesa, una prima portaerei.

