Page 98 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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96           Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




                 Il primo e maggiore è rappresentato dalla mancata portaerei Caracciolo o, in al-
              ternativa, del sottoprodotto rappresentato dal trasporto aerei veloce. Si trattò di
              una colpa politica, se vogliamo, e di una timidezza iniziale nei confronti della no-
              vità assoluta, e molto discussa per decenni, della portaerei rispetto alla fiducia,
              tutto sommato condivisa ovunque, del trasporto idrovolanti, di per sé già noto e
              collaudato. La Marina francese, inevitabile pietra di paragone di quel tempo, seguì
              la medesima linea di pensiero accettando infine, nel 1922, di costruire la propria
              prima (e fino al 1946 unica) portaerei, la malriuscita Béarn, solo in seguito alle
              pubbliche insistenze di un solitario pioniere, il capitano di fregata Paul Teste,
              morto in volo nel 1925. Durante la Seconda guerra mondiale la Béarn, dotata solo
              di vecchi velivoli, non servì a niente, ma la Marina francese aveva imparato la le-
              zione: mai condividere i propri aerei, a qualsiasi titolo, con l’aeronautica.


























                                            Regia Nave Miraglia

                 L’Italia riuscì a sua volta a risalire quella stessa china per il 1989, 70 anni dopo
              quel fatale 1919.
                 L’altra occasione mancata fu quella delle navi scorta. In realtà la Regia Marina
              progettò durante la prima metà degli anni Venti, a opera dell’allora maggiore del
              genio navale Francesco Rotundi, una riuscita classe di posamine su sei unità, gli
              Azio, analoghi agli avvisi inglesi e adibiti, proprio per le loro riuscite caratteristiche
              dual use, a stazionarie all’estero e a navi coloniali. Le loro linee d’acqua furono tal-
              mente riuscite da essere poi riprese pari pari nel 1941 per le celebri corvette della
              classe Gabbiano, rimaste in servizio fino agli anni Settanta.
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