Page 286 - Carte Segrete dell'Intelligence Italiana il S.I.M. in archivi stranieri
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propaganda italiana anti-britannica. Tutto questo fu puntualmente riferito da
                                   ‘osservatori’ a Roma… e a Londra.
                                      Anche la stampa iniziò ad allinearsi ai voleri inglesi: solo il “Malta”, in italia-
                                   no, continuò nei suoi toni pro-Italia e molti suoi servizi erano dichiaratamente
                                   in favore del governo di Roma. La politica italiana per far leggere i giornali fa-
                                   scisti prevedeva anche di venderli a un prezzo più basso che in Italia. Per quelli
                                   pubblicati in loco, gli inglesi erano sicuri che il “Malta” fosse sul libro paga del
                                   Consolato e decisero pertanto di sospenderlo alla fine del 1936, motivando il
                                   provvedimento con ‘la sua attività sovversiva portata avanti per un lungo pe-
                                   riodo’. Il giornale aveva una tiratura di sole 500 copie al giorno e certamente
                                   non poteva sostentarsi da solo, così come non poteva farlo una libreria italiana
                                   che pagava un alto affitto e non vendeva certo un gran numero di libri… anche
                                   perché, proprio secondo le autorità italiane, importava pochi pezzi e di mode-
                                   sta qualità letteraria. I consoli italiani avevano più volte invitato il proprietario
                                   a migliorare le scelte e l’offerta, ma la situazione non era cambiata. Il denaro
                                   per questi scopi arrivava in contanti attraverso canali diplomatici e questo era
                                   risaputo dal controspionaggio inglese.
                                      Anche l’attività di un Circolo fascista e uno di ex ufficiali presenti sull’Iso-
                                   la, dove spesso si riunivano gli italiani, irritava e soprattutto insospettiva gli
                                   inglesi.
                                      La Chiesa si manteneva in posizione defilata ma era noto che aveva grandi
                                   simpatie per Roma e un forte sentimento antibritannico, anche se ufficialmente
                                   non prendeva posizione. Le scuole religiose facevano propaganda cattolica e
                                   politica, sottile ma forte e fors’anche fascista.
                                      Oltre a tutto questo, lo spionaggio italiano era effettivamente molto attivo e
                                   non essendoci un addetto militare, era chiaro, come sempre avveniva in simili
                                   situazioni, che il rappresentante diplomatico in loco aveva una sua rete infor-
                 124   Anche  il  console   mativa: e a Londra lo sapevano gli organi competenti. 124
                   americano e quello
                   turco erano sotto la   Già dal 1930 l’intelligence inglese teneva sotto controllo il Console italia-
                   vigilanza  dell’in-  no Guglielmo Silenzi che aveva ben ‘introdotto’ la cultura italiana nell’isola.
                   telligence inglese.
                                   Usava raccogliere informazioni soprattutto attraverso la moglie di nazionalità
                                   americana, che aveva facile ingresso per condivisione di lingua anche in circoli
                                   inglesi, mentre, ufficialmente almeno, il Console parlava solo italiano.
                                       Nel 1935 Londra era convinta che gran parte della colonia italiana a Malta
                                   fosse dedita alla raccolta informativa e alla diffusione di  propaganda sovver-
                                   siva: forse questa convinzione era eccessiva ma, certamente, molti erano coin-
                                   volti nel riportare notizie al Console, anche per amicizia o semplice captatio
                 125   NAUK, KV 3/434,   benevolentiae. 125
                   14 gennaio 1936.
                                      Nel settembre di quell’anno gli inglesi arrestarono però quello che riteneva-
                                   no il capo della rete, Luigi Mazzone; con lui era stato arrestato anche il figlio
                                   e altri sette italiani contro i quali erano forti le testimonianze di spionaggio e
                                   d’attività ‘culturali’ anti britanniche. Furono deported, cioè espulsi dal territo-






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