Page 36 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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538 XXXIV Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
ritiro britannico dall’interno della Somalia nel 1909” .
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Altrettanto importanti sono stati, però, gli effetti a lungo termine. Il perdurare di uno stato
di guerra semipermanente e le conseguenze che ciò ha avuto sulle rotte migratorie tradizio-
nali, hanno comportato pesanti ricadute sulla popolazione civile. lo stesso vale per la scelta
del Mullah di scardinare i principi del diritto tradizionale (xeer) sostituendoli con quelli
della sua autorità personale basata, in funzione delle esigenze, su una interpretazione talora
letterale, talora profetica della shari’a. Non a caso, una delle eredità durature dell’esperienza
mullista è stata individuata nel peso assunto dalla religione come fattore di legittimazione
politica all’interno della società somala, e al parallelo ridimensionamento del ruolo delle
leadership tradizionali. In questo senso, lo scontro iniziale fra Muhammad Hassan e Gerad
Ali, capo tradizionale dei Dhulbahante, assume un aspetto quasi paradigmatico. Rispetto alle
configurazioni di potere prevalenti, “Non solo Maxamed Cabdulle Xasan è stato coinvolto
nelle dispute fra clan … ma è andato ben oltre, cercando di ribaltare i ruoli del rapporto
patrono/cliente” che vedevano i leader religiosi occupare -- normalmente -- una posizione
subordinata rispetto ai capi dei rispettivi gruppi di appartenenza. Nonostante la sconfitta del
movimento mullista, la tensione a superare questo stato di cose sarebbe rimasta un tratto
ricorrente della cultura politica somala. Anche per questo, la figura di Muhammad Hassan ha
potuto, nel corso degli anni, trasformarsi in simbolo di unità nazionale per molte delle parti
che si sono alternate al potere o che hanno cercato di unificare un Paese che rimane tuttora
profondamente diviso.
29 Jardine, The Mad Mullah…, cit., pp. 196-98.

