Page 32 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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534 XXXIV Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
leghi ai benefici che possono derivare per i suoi seguaci dalla partecipazione al movimento,
De Martino, osserva, infatti, come la potenza di Muhammad Hassan sia “guerresca ‘più che
religiosa ... Egli mantiene con le depredazioni fedeli a sè [sic], i propri seguaci, paurosi gli
altri [i sultanati di Obbia e di Migiurtini] che, divisi tra loro, non muovono a guerra con uno
scopo, ma a razzia oppongono razzia, a depredazione depredazione” .
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Nonostante il consolidamento del movimento mullista in una struttura territoriale para-
statuale e istituzionalizzata, anche dopo Illig il seguito del Mullah e la sua capacità di generare
consenso si fonda, quindi, in larga misura, su meccanismi di fedeltà “tradizionali”, integrati –
ove necessario – da un’accorta politica di alleanze matrimoniali. Queste dinamiche operano
sia come fattori aggregativi del movimento, sia come elementi di disgregazione. La sconfes-
sione di Muhammad Hasan da parte di Mohammed b. Salih (1909), ad esempio, richiesta da
abd allah Sheheri (che era stato, in precedenza, uno dei negoziatori degli accordi di illig e
uno dei più stretti collaboratori del Mullah) proprio a seguito di divergenze nel campo delle
scelte matrimoniali, porta a una grave spaccatura all’interno del movimento e a una ripresa
del proselitismo verso le popolazioni del Somaliland, in particolare verso alcuni sotto-clan
dei Darod-Warsangali. Gli effetti pratici della “scomunica” … si fanno sentire soprattutto nel
Benadir … Nella Somalia settentrionale … le ripercussioni … sono assai minori del previsto,
sia perché l’atto non è conosciuto, sia a causa della lealtà che il Mullah è riuscito a instillare
nella maggioranza dei seguaci” . La consapevolezza del fallimento del tentativo (per molti
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aspetti velleitario) di ‘normalizzare’ la posizione del Mullah vincolandolo al rispetto delle
clausole di Illig, aveva portato già nel 1908 le autorità italiane a elaborare una strategia di
contenimento articolata in quattro punti principali:
1) Intensificazione dei pattugliamenti navali lungo la costa orientale per limitare l’afflusso
di armi al movimento mullista, soprattutto attraverso i Migiurtini;
2) Contenimento dell’espansione del raggio d’azione del movimento con la collaborazione
delle Potenze e delle tribù confinanti, nonostante i timori esistenti rispetto alle effettive
intenzioni delle autorità britanniche e di quelle etiopiche ;
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3) Delegittimazione del Mullah come autorità religiosa, a seguito della posizione assunta da
Mohammed b. Salih, anche con interventi diretti sulle autorità della Mecca, in modo da
ridurre la capacità di attrazione del suo appello al jihad;
4) Istituzione di presidi fissi a Balad, Dolo, Makanne e Bur Aceba, per impedire al Mullah
19 Ivi, p. 165.
20 Hess, The ‘Mad Mullah’…, cit., p. 424; sui rapporti fra l’iniziativa di abd allah Sheheri e la politica delle
autorità italiane cfr. Nicolosi, Imperialismo e resistenza…, cit., pp. 199 ss.; sostanzialmente concorde è la po-
sizione di Lewis secondo cui “[a]ppare probabile che la manovra sia stata concordata congiuntamente dalle
autorità italiane e britanniche, anche se non vi sono dubbi che sul fatto che Haji ‘Abdallah Sheheri, come
molti altri ex-aderenti [al movimento], considerasse ora i dervisci fanatici, che pagavano solo una minima
attenzione ai precetti dell’Islam o alle regole della Salihiyya” (Lewis, A Modern History…, cit., p. 75).
21 Secondo il Capo di Stato Maggiore, generale Alberto Pollio, l’azione delle autorità del Somaliland mirava
soprattutto a spingere il Mullah ad allontanarsi dalla colonia, riparando presso i Bah Geri, la sottosezione
dei Darod-Ogaden da cui proveniva la famiglia di suo padre. Quanto all’impero etiopico, sempre secondo
Pollio: “si è indotti a ritenere che possa corrispondere all’interesse dell’Abissinia di non intralciare l’azione
del Mullah. Sembra infatti, che qualora il Mullah si stabilisse sotto il dominio abissino e nello stesso tempo
potesse esercitare la sua azione sul Nogal e sulla Migiurtinia, l’Abissinia verrebbe a includere, sia pure indi-
rettamente la Somalia settentrionale ed avere il suo mare”.

