Page 28 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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530 XXXIV Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
trò in Somalia, insediandosi a Berbera, capoluogo del Somaliland, dove si trattene per circa
due anni. Nel contesto urbano di Berbera, caratterizzato dalla presenza di una popolazione
composita, di forti interessi mercantili (legati, anzitutto, all’approvvigionamento di Aden)
e dall’influenza della più radicata e meno rigorosa Qadiriyya, la sua predicazione rigorista,
improntata al ritorno alla “purezza” dell’Islam “originario”, ottenne scarsi risultati. Fu so-
prattutto questo a spingerlo a tornare presso i nomadi Dhulbahante, che avrebbero costituito
il nucleo del primo movimento mullista .
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Secondo le versioni ufficiali britanniche, i primi atti di aperta ostilità di Muhammad Has-
san risalgono agli inizi del 1899, quando, prendendo a pretesto un furto di cammelli, i suoi
seguaci (dervisci) saccheggiarono alcuni insediamenti nel territorio degli Isaaq Habr Yunis
(ramo del più ampio sotto-clan degli Habr Gerhajis, tradizionalmente soggetto alla protezio-
ne britannica), minacciando nello stesso tempo di occupare Burao . In questa fase, il nume-
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ro dei suoi seguaci è ancora limitato. Se la consistenza complessiva del movimento si situa,
nell’aprile 1899, intorno alle 3.000 unità (fra uomini e donne), l’ampiezza dell’inner circle
(che costituisce anche la forza combattente) non supera i 200/300 uomini . La sua capacità
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di attrazione è, comunque, notevole. In agosto, quando il Mullah lancia il suo appello al jihad
contro gli etiopi, i britannici e i loro ausiliari somali, le autorità di Berbera quantificano il
suo seguito in 5.000 uomini, di cui almeno 1.500 montati e 200 provvisti di fucili “moder-
ni” (soprattutto Gras francesi, ma anche altri modelli, di provenienza britannica, francese e
russa), acquisiti attraverso i circuiti del traffico d’armi clandestino. Mobilitazione religiosa,
fedeltà clanica e ragioni d’interesse sono gli elementi che spiegano il successo del suo appel-
lo. Sebbene l’azione del movimento derviscio assuma, talora, i tratti del proto-nazionalismo,
il richiamo patriottico non riesce, invece, a dare a essa una vera unitarietà, né a impedire che
finisca con l’esprimersi in larga misura contro i segmenti somali ostili, assumendo talora i
5 Sugli aspetti religiosi della predicazione di Muhammad Hassan cfr. B.G. Martin, Sayyid Muhammad ’Ab-
dallah Hasan of Somalia, in id., Muslim Brotherhoods in Nineteenth-Century Africa, Cambridge et al.,
1976, pp. 177-201; sulle origini della Rashidiyya e le sue germinazioni nel vasto panorama del sufismo
sudanese cfr. A.S. Karrar, The Sufi Brotherhoods in the Sudan, Londra, 1992; per un inquadramento generale
dell’Islam africano cfr. i contributi contenuti in N. Levtzion – R.L. Pouwels (Eds.), The History of Islam in
Africa, Athens, OH – Oxford – Claremont, 2000, spec. parti II (West Africa and the Sudan) e III (Eastern and
Southern Africa).
6 I rapporti fra il Mullah e le autorità di Berbera erano, comunque, già tesi a causa del presunto furto di un
fucile da parte dei dervisci, fucile che Muhammad Hassan sosteneva essergli stato venduto da un ausiliario
somalo della Constabulary Force; in seguito, sempre a Berbera, avevano iniziato a circolare delle voci
sull’intento di Muhammad Hassan di lanciare la “guerra santa” contro gli “infedeli” britannici, voci ap-
parentemente suffragate dall’azione svolta da Hajji Muhammad per costituire una sorta di “fronte unito”,
componendo i dissidi sino allora esistenti fra i Dhulbahante, gli Isaaq Habr Yunis e gli Isaaq Habar Jaalo.
7 La stima è del Console Generale a Berbera, Hayes-Sadler, secondo il quale il numero dei fucili a disposizione
dei dervisci sarebbe stato, all’epoca, circa sessanta; è la stessa fonte ad attestare le cifre dell’allargamento del
movimento nei mesi successivi (Official History…, cit., p. 49). Fino al 1898, quando l’amministrazione del
Somaliland era affidata al Governo dell’India, il dispositivo militare del Paese comprendeva 110/120 uomini
dei reparti di fanteria indigena distaccati dalla guarnigione di Aden, 25 ausiliari del Somali Camel Corps e 95
uomini della polizia locale. Con il passaggio dell’amministrazione delle mani di londra, questo dispositivo
fu progressivamente riorganizzato. Nel 1900, dopo il rimpatrio del contingente indiano, esso comprendeva
il 2° battaglione, Central African Rifles, 53 ausiliari del Somali Camel Corps, 78 agenti permanenti e 50
avventizi della polizia locale, 110 agenti civili di polizia e 470 uomini della leva tribale (Somali levies).

