Page 26 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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           rallelismi fra la tipologia delle operazioni condotte per la repressione del movimento mullista
           e le guerre ‘asimmetriche’ di recente esperienza:
           1)  L’assenza di un potere politico effettivo sui territori contesi e il proliferare, su questi stessi
              territori, di rivendicazioni contrastanti da parte da soggetti diversi.
           2)  Il carattere transfrontaliero delle operazioni belliche, con il coinvolgimento – in vari mo-
              menti – di porzioni del Somaliland, della Somalia italiana, dei protettorati di Obbia e dei
              Migiurtini, dell’impero etiopico e (marginalmente) del Sudan post-mahidsta.
           3)  la partecipazione diretta o indiretta di numerosi attori regionali e l’ancoraggio del con-
              flitto al mutevole sistema delle alleanze e delle ambizioni politiche locali.
           4)  il carattere di lunga durata della crisi, la sua evoluzione da ribellione locale a movimento
              a carattere messianico e proto-nazionalista, e la diversa percezione sviluppata, dai diversi
              attori coinvolti, riguardo all’effettiva natura del movimento stesso.
           5)  Il confronto fra strategie e modalità operative diverse, e la necessità – per le potenze colo-
              niali – di adattare la loro azione ai tratti di un conflitto “non convenzionale”, radicalmente
              diverso sia dalle guerre “di tipo europeo” fra grandi Potenze, sia dalle “tradizionali” cam-
              pagne coloniali ‘di conquista’, basate, di norma, sullo sfruttamento in un unico scontro
              risolutivo della superiorità tecnico-operativa “occidentale” rispetto al nemico.
              Dimensione politica e militare si fondono, quindi, in modo pressoché inscindibile sia
           nell’esperienza mullista, sia in quella della sua faticosa repressione. La stessa compene-
           trazione caratterizza sottotraccia le vicende politico-diplomatica della (problematica) col-
           laborazione  anglo-italiana  per  il  soffocamento  del  movimento  insurrezionale.  La  diversa
           valutazione data dalle autorità dei due Paesi all’azione e alla figura di Muhammad Hassan
           giustifica, in larga misura, le difficoltà incontrate da questa collaborazione, già complicata da
           problemi di ordine materiale legati all’estensione del teatro operativo e alla labilità del suo
           controllo. essa giustifica, inoltre, l’atteggiamento in parte diverso tenuto dalle due Potenze
           nei confronti del Mullah e dei suoi seguaci, almeno fino al fallimento, fra il 1908 e il 1909,
           dell’assetto politico e territoriale definito dagli accordi di illig .
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              Anche in questo senso, le vicende in esame riflettono sostanziali affinità con quelle di
           anni più recenti. Come in varie esperienze successive, l’assenza di una percezione condivisa

               Londra – New York, 1980; per una chiave interpretativa cfr. le osservazioni iniziali di G. Calchi Novati, Il
               Corno d’Africa nella storia e nella politica. Etiopia, Somalia e Eritrea fra nazionalismi, sottosviluppo e
               guerra, Torino, 1994; le interazioni che, al di là delle ripartizioni geografiche, connettono i territori degli
               altipiani, dell’interno e della costa sono esposte sinteticamente in F. Grassi, Nazionalismo, guerriglia ed
               imperialismo italiano nella Somalia del Nord (1899-1905), “Storia Contemporanea”, vol. 8 (1977), n. 4, pp.
               611-81 e, più dettagliatamente, in I.M. Lewis, A Pastoral Democracy: A Study of Pastoralism and Politics
               among the Northern Somali of the Horn of Africa, londra, 1961 (ed. it., Una democrazia pastorale: Modo
               di produzione pastorale e relazioni politiche tra i somali settentrionali del Corno d’Africa, Milano, 1983).
           3   Sulla posizione italiana verso il Mullah cfr., per tutti, Grassi, Nazionalismo, guerriglia ed imperialismo…,
               cit., spec. pp. 629 ss.; per un inserimento di tale posizione, da una parte nel quadro della politica di pene-
               trazione italiana in Somalia, dall’altro nel sistema degli equilibri internazionali dell’epoca cfr. Id., Le ori-
               gini dell’imperialismo italiano. Il caso somalo. 1896-1915, Lecce, 1980; in inglese, cfr. R.L. Hess, Italian
               Colonialism in Somalia, Chicago, IL, 1966; sulle vicende generali della colonizzazione italiana in Africa
               orientale cfr., diffusamente, A. Del Boca, Gli italiani in Africa orientale, 4 voll., Milano, 1992 (prima ed.,
               Roma-Bari, 1976-84), spec. vol. I, Dall’Unità alla marcia su Roma, parte III, capp. VIII ss.; con un approc-
               cio tematico cfr., per quanto di interesse, N. Labanca, Oltremare. Storia dell’espansione coloniale italiana,
               Bologna, 2002.
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