Page 30 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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           modo, il sostegno di Osman Mahmud, sultano dei Migiurtini, che aveva iniziato a spalleggia-
           re il Mullah già agli inizi del 1900, permise al movimento stesso di accedere a più consistenti
           forniture d’armi, provenienti soprattutto dal possedimento francese di Gibuti . I legami fra
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           il movimento mullista e i difficili equilibri della Somalia nord-orientale sono inoltre attestati
           dal fatto che, sempre nel territorio dei Migiurtini, Mohammed Hasan si sia rifugiato anche
           nel 1904, dopo la sconfitta subita a Jid Ali nello scontro con le forze del generale Egerton, nel
           corso della quarta campagna per la repressione del suo movimento. Proprio l’insediamento
           dei darwish nel territorio dei Migiurtini favorì, in questo periodo, la stipula degli accordi di
           Illig (5 marzo 1905), destinati a produrre una nuova stasi nelle ostilità inquadrando – almeno
           formalmente e non senza problemi – Muhammad Hassan nella sfera di influenza italiana .
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           origine e faLLimento degLi accordi di iLLig
              i mesi successivi alla stipula degli accordi di illig  non furono, quindi, esenti da diffi-
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           coltà, legate soprattutto all’ostilità progressivamente emersa fra i dervisci e le popolazioni
           stanziate nei territori dell’Obbia e dei Migiurtini, fra i quali era stata ricavata la loro area di
           insediamento. Questa ostilità – prodotto soprattutto di tensioni ambientali – si saldava alle
           rivalità politiche esistenti fra Muhammad Hassan e i capi dei due potentati confinanti per il
           controllo di alcune aree interstiziali, prima fra tutte quella di Modugh. Già alla fine del 1905

               lato italiano di Zanzibar in data il 20.10.1902, Allegato 20 in Ministero della Guerra, Comando del Corpo di
               S.M. - Ufficio Storico, Somalia, vol. i, Dalle origini al 1914, Roma, 1938, p. 284.
           11   Sul ruolo di Gibuti nella rete del traffico clandestino d’armi cfr. R. W. Beachey, The Arms Trade in East
               Africa in the Late Nineteenth Century, “Journal of African History”, vol. 3 (1962), n. 3, pp. 451-67; sul
               più ampio sistema del contrabbando d’armi nell’Oceano Indiano occidentale cfr B. Nicolini, The Traffic of
               Arms and Ammunitions in the Gulf and in the Western Indian Ocean between the Late 19th and Early 20th
               Century, testo dell’intervento presentato alla conferenza “The Global Gulf”, University of Exeter, 4-6 luglio
               2006.
           12   Sullo scontro di Jid Ali [Jidbali] cfr. Official History…, cit., pp. 238 ss.; sul ruolo del Mullah negli equilibri
               della Somalia orientale cfr. F. Battera, Dalla tribù allo Stato nella Somalia nord-orientale: il caso dei
               sultanati di Hobiyo e Majeerteen, 1880-1930, Trieste, 2004, spec. cap. 5; in parte diversa è la posizione
               di R.l. Hess, The ‘Mad Mullah’ and Northern Somalia, “Journal of African History”, vol. 5 (1964), n.
               3, pp. 415-33. La terza campagna aveva avuto luogo nel 1903, sempre con il sostegno delle forze etiopiche
               e, questa volta, anche con l’appoggio politico delle autorità italiane, che avevano autorizzato (non senza
               esitazioni) il passaggio delle colonne britanniche nel territorio di Obbia. Nonostante l’ambizioso obiettivo di
               costringere il Mullah ad accettare battaglia in campo aperto in condizioni per lui sfavorevoli, la campagna
               si era conclusa con pesanti perdite da parte britannica, la maggior parte (187 morti, fra cui nove ufficiali, e
               ventinove feriti, oltre a dieci mitragliatici Maxim e a una quantità imprecisata di rifornimenti) nel corso della
               battaglia di Gumburu, il 17 aprile 1903. Le perdite subite a Gumburu dai dervisci sono stimate nell’ordine
               dei 2.700 uomini; l’impatto psicologico della sconfitta fu, comunque, notevole se si considera come “‘nativi’
               africani non avevano mai imposto una simile sconfitta a una forza britannica dai tempi del Mahdi sudanese,
               i cui seguaci, nel corso degli anni Ottanta, avevano mandato frequentemente in rotta i ‘quadrati’ britannici”.
               Cfr. Martin, Sayyid Muhammad…, cit., p. 185; i dettagli della vicenda sono in H. Moyse-Bartlett, The King’s
               African Rifles: A Study in the Military History of East and Central Africa, 1890–1945, aldershot, 1956.
           13   Sulla complessa trattativa che aveva portato alla stipula di tali accordi e per un’esposizione sintetica delle
               loro previsioni cfr. il rapporto indirizzato dal Console Generale a Zanzibar, Giulio Pestalozza, al Ministero
               degli Affari Esteri, in data 16.10.1904, Allegato 30 in Ministero della Guerra, Somalia, cit., pp. 306-17; in
               Allegato 31, ivi, pp. 318-19, cfr. anche i termini dell’Accordo provvisorio di pace fra Sayed Mohamed bin
               Abdillah e il Commissario di S.M. Britannica per il Protettorato del Somaliland, W.M. Yones, dato in Ber-
               bera il 14.3.1905 e controfirmato dallo stesso Pestalozza.
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