Page 27 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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della minaccia e dei mezzi più adatti ad affrontarla ha rappresentato, nel caso della repres-
sione del movimento mullista, uno dei tratti salienti di una campagna rivolta essenzialmente
verso un nemico ‘non convenzionale’, e nella quale modi e tempi dell’azione militare dipen-
devano in larga parte da considerazioni di carattere politico. anche a questo livello appare,
quindi, centrale il ruolo della popolazione civile: colonna portante e – allo stesso tempo – vit-
tima prima del movimento insurrezionale, questo suo duplice ruolo è stato sottovalutato, in
molte occasioni, dalle autorità coloniali. Solo dopo lo scoppio della prima guerra mondiale,
il rischio di un nuovo allargamento della rivolta e di una sua possibile trasformazione in
movimento di resistenza a carattere panislamico ha spinto a riconsiderare in qualche misura
questa valutazione, stabilendo così i presupposti di quelli che sarebbero stati i successi sul
campo dell’immediato dopoguerra.
La nascita di un profeta
I primi anni di vita di Muhammad Hassan competono più alla leggenda che alla storia.
Secondo le varie fonti, il futuro Mullah sarebbe nato fra la metà degli anni Cinquanta e la
fine dei Sessanta dell’Ottocento (alcuni autori si spingono a parlare dei primi anni Settanta),
in un luogo della Somalia nord-orientale solo vagamente identificato. Appartenente, per parte
di padre, al sotto-clan dei Darod Ogaden, per parte di madre era legato a quello dei Darod
Dhulbahante che, sia negli anni della parabola derviscio, sia in quelli successivi, rappresen-
teranno una delle principali forze di opposizione alla colonizzazione francese, britannica e
italiana della Somalia. Il ramo paterno della famiglia aveva solide tradizioni religiose, che
risalivano all’epoca del bisnonno, lo shaikh ismaan di Bardera. Proprio lo shaikh ismaan
avrebbe lasciato per primo la zona d’origine della famiglia (nella regione dell’alto Uebi Sce-
beli) per insediarsi nel Giuba, da dove il nonno di Muhammad, Hassan Nur, sarebbe partito
per trasferirsi, intorno al 1821, nelle regioni del nord-est .
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L’inclinazione religiosa di Muhammad Hassan si manifestò assai presto ma assunse una
connotazione ‘militante’ solo intorno alla metà degli anni Novanta. Fino a questa data sem-
bra, anzi, attestata la sua posizione d’intermediario fra le autorità britanniche di Berbera e le
tribù dell’interno, rispetto alle quali il controllo esercitato dai vertici coloniali era poco più
che nominale. Nel 1894, durante l’Hajj, entrò in contatto con gli insegnamenti della tari-
qa (confraternita) Salihiyya, fondata da Mohammed b. Salih da una costola della sudanese
Rashidiyya, come parte del più ampio “risveglio” neo-wahhabita di seconda metà Ottocento.
L’anno seguente, dopo una permanenza ad Aden (anch’essa possedimento britannico), rien-
4 Per un profilo biografico di Muhammad Hassan cfr. D. Jardine, The Mad Mullah of Somaliland, londra,
1923 (rist., New York, 1969; ed. it., Il Mullah del paese dei Somali: 1916-1921, Roma, 1928) e, fuori da-
gli stereotipi coloniali, A. Sheik-Abdi, Divine Madness. Mohammed Abdulle Hassan (1865-1920), londra,
1993; in sintesi, cfr. anche R.L. Hess, The Poor Man of God: Muhammad ‘Abdullah Hassan, in N.R. Bennet
(Ed.), Leadership in Eastern Africa: Six Political Biographies, Boston, 1968, pp. 65-108; sul movimento
mullista cfr., in italiano, G. Nicolosi, Imperialismo e resistenza in Corno d’Africa. Mohammed Abdullah
Hassan e il deriviscismo somalo (1899-1920), Soveria Mannelli, 2001 e, in inglese, R. Beachey, The War-
rior Mullah. The Horn Aflame. 1892-1920, Londra, 1990; sugli aspetti militari dell’insurrezione cfr. F.S.
Caroselli, Ferro e fuoco in Somalia, Roma, 1931; sulle operazioni antimulliste fino all’epoca del trattato
di Illig, cfr., dal punto di vista britannico, General Staff – War Office, Official History of the Operations in
Somaliland, 1901-1904, 2 voll., londra, 1907.

