Page 33 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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di estendere il suo controllo alla riva destra dello Uebi Scebeli.
apogeo e decLino deL muLLismo
Dopo un periodo di relativa tranquillità, nello stesso 1908 anche l’azione militare del
Mullah era ripresa. Le sue alleanze comprendevano ora ampi segmenti degli Ogaden, dei
Warsangali, dei Bah Geri e (pur fra alti e bassi) dei Dhulbahante. La sua azione si orienta,
quindi, soprattutto verso i segmenti dissenzienti di tali raggruppamenti, oltre che contro il
sultano di Obbia per il controllo di Mudugh; l’acquisizione di questo territorio avrebbe, in-
fatti, garantito al potentato mullista il controllo di un importante tratto di collegamento fra la
valle del Nogal e le aree d’insediamento Bah Geri nell’alto Uebi Scebeli. Proprio per avvici-
narsi ai territori del clan paterno, nel 1910 il Mullah lascia Illig risalendo la valle del Nogal
fino taleh, dove stabilisce il suo nuovo quartiere generale. in questo periodo, la sua strategia
militare subisce un’importante evoluzione. alle razzie e alle azioni di guerriglia che avevano
caratterizzato sia gli anni precedenti gli accordi di illig, sia quelli successivi a tali accordi, si
affianca, in questa fase, un’azione di sistematica occupazione del territorio, attraverso la re-
alizzazione d’insediamenti permanenti e la costruzione – anche con il ricorso a manodopera
yemenita -- di fortezze in pietra e mattoni. Fra gli altri, nascono gli insediamenti di Jid Ali
e Medishe in territorio Warsangali, di Wreder e Gorrahei nell’Ogaden, e di Belet Uen nella
Somalia meridionale. Il successo di questa strategia è favorito dalla scelta dei rappresentanti
britannici, Sir Reginald Wingate (Governatore generale del Sudan anglo-egiziano) e Rudolf
von Slatin (Slatin Pasha, Ispettore generale del Sudan), di abbandonare l’interno del Soma-
liland per concentrare la presenza politica e militare di londra esclusivamente nelle aree
costiere (marzo-aprile 1910).
Nel novembre 1911, il Mullah rientra in Somaliland con circa 6.000 uomini, attaccando
di nuovo i segmenti “dissidenti” dei Dhulbahante. La catena dei suoi avamposti si snoda, in
questi anni, da Scimber Berri a Jid Ali con l’obiettivo (forse) di costituire uno Stato territo-
riale comprendente l’alta valle di Nogal, quella dell’ain e una parte del territorio dei War-
sangali . in questi anni, il movimento mullista riesce inoltre a esprimere, da una parte, la
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sua massima forza di attrazione, dall’altra il suo massimo potenziale militare, raggiungendo
una consistenza stimata (forse ottimisticamente) in circa 10.000 uomini. Il 9 agosto 1913, a
Dul Madoba, nei pressi di Burao, le forze del Mullah impongono una pesante sconfitta agli
ausiliari (illalo) del Somaliland Camel Constabulary, il cui comandante, colonnello Corfield,
rimane ucciso . Il 5 settembre cavalieri dervisci saccheggiano Burao e, fra il 12 e il 13
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marzo 1914, raggiungono i sobborghi di Berbera. in tale anno, la costituzione del Somaliland
Camel Corps, per quanto avversata dai vertici politici britannici, consentirà alle autorità del
protettorato di riprendere gradualmente il controllo dell’interno del Paese; ancora durante la
prima guerra mondiale, però, l’azione anglo-italiana avrà come obiettivo principale contene-
re l’azione del Mullah più che reprimerla .
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22 Un riferimento in questo senso è in Del Boca, Gli italiani in Africa orientale, vol. i, cit., p. 824.
23 Su questo episodio cfr. il resoconto (non privo di derive agiografiche) contenuto nella biografia dello stesso
Corfield (H.F.P. Battersby, Richard Corfield of Somaliland, Londra, 1914); sulla sconfitta di Dul Madoba
come “serio colpo a rinascente prestigio britannico” cfr. Maritin, Sayyid Muhammad…, cit., p. 191.
24 Nel 1914, l’Italia aveva occupato il Mudugh, spostando la frontiera dei suoi possedimenti sulla linea Galla-
caio-Bulo Burti.

