Page 288 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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un effetto dirompente e le prime a preoccuparsene sono le autorità fasci-
               ste  delle  province.  A Napoli, il tesseramento è  applicato  "con flessibili-
               tà":  vale  a  dire  si  chiude un  occhio  sul  commercio  dei  bollini  che  im-
               mediatamente fiorisce  sotto gli  occhi di  tutti.  Ci si  chiede quanto possa
               durare e che cosa succederà quando le restrizioni- come scrive il federa-
               le napoletano- si faranno "scrupolose"<9>. Nessuno e neppure i fascisti
               possono farsi  molte illusioni sul futuro  prossimo.  Basta un concorso de-
               mografico promosso da un quotidiano napoletano che mette in palio  50
               mila lire per premiare le famiglie con numerosa prole per avere uno spac-
               cato significativo della città. Si presentano alla gara  10.800 famiglie con
               più di sette figli;  il gruppo vincitore, di oltre mille famiglie, ha una media
               di figli superiore a 14 con punte fino a 18. Il regime può essere soddisfat-
               to del successo della sua campagna a favore della natalità; ma tutti questi
               bambini devono  mangiare.
                    I pericoli per l'ordine pubblico cominciano per la prima volta ad al-
               larmare seriamente il  regime  che  deve  fronteggiare  delle vere e proprie
               manifestazioni  di  protesta  collettiva.  Le  prime  si  ~erificano nei  comuni
               agricoli fin  dal giugno  1941, quando scattano i provvedimenti restrittivi
               della macinazione; poi, via via si intensificano e finiscono per trasformar-
               si, secondo la tradizione, in assalti ai Municipi.  Come sempre, nei cortei
               compaiono le bandiere nazionali e i ritratti del re e del duce, quasi a voler
               rassicurare sull'immutata fedeltà  ai poteri costituiti delle folle  in rivolta;
               ma la pubblica sicurezza non è per niente tranquilla e procede a numerosi
               arresti. Non si può minimizzare la portata degli avvenimenti, richiaman-
               dosi  ad un  ribellismo  cronico  del Sud che si  incendia  improvvisamente
               -  come è accaduto anche ai tempi della grande crisi economica -   per
               spegnersi con altrettanta rapidità. Oggi, c'è la guerra che richiede ben al-
               tra disciplina nel fronte interno:  contrastare l'opera del governo diventa
               sabotaggio, alto tradimento; ma neppure questo delitto fa paura alle mas-
               se affamate meridionali, forse per ignoranza, forse per incoscienza -  co-
               me  ancora  sperano  le  autorità  che  tutelano  l'ordine  pubblico  nel  Mez-
               zogiorno.

                    Ignoranza e incoscienza sono giustificazioni poco credibili per le masse
               più politicizzate del Centro-Nord che però appaiono altrettanto inquiete.
               E,  naturalmente, il loro fermento  fa  molta più paura al regime, anche se



               (9)  lvi,  PNF, Situazione politica per province, b. 9, fase.  Napoli. Relazione del segreta-
                  rio  federale  in  data  Napoli  17  ottobre  1941.


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