Page 284 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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L'impossibilità di mantenere il controllo sui prezzi è però solo uno
degli aspetti del problema dell'alimentazione basato su tutto un comples-
so meccanismo di ammassi, di distribuzione e di razionamento che in pra-
tica si inceppa prima ancora di cominciare a funzionare e soprattutto
quando ancora si dispone ampiamente dei beni. La mancanza di una pre-
parazione tecnica adeguata e soprattutto l'illusione della guerra lampo che
poteva evitare al potere una serie di misure impopolari, contribuiscono
a far avviare con fatica la macchina degli approvvigionamenti alimentari.
Il razionamento, ad esempio, viene introdotto con notevole ritardo e in
un primo momento limitato solo allo zucchero, al sapone, ai grassi com-
mestibili, alla farina, alle paste alimentari e al riso. Il caffè, interamente
di esportazione, è vietato. Successivamente il sistema delle tessere si esten-
de ad altri generi, carni, legumi, olio e formaggi.
La popolazione però accoglie queste prime blande restrizioni con cre-
scente malumore, specie perché coglie immediatamente la confusione e
la disfunzione dell'intero sistema. Basta dare una scorsa alle numerosissi-
me segnalazioni delle autorità delle provincie per rendersi conto che già
negli ultimi mesi del 1940, specie nelle grandi città, si cominciano a la-
mentare "i ritardi, le difficoltà negli approvvigionamenti, la scarsità o l'in-
sufficienza di determinati prodotti di prima necessità" (l)_ Nei mercati si
segnala persino qualche piccolo episodio di intolleranza, e i questori chiu-
dono tutti i rapporti di fine d'anno sulla nota dolente delle condizioni ali-
mentari: dove la rete di distribuzione funziona, sono i prezzi troppo alti
dei prodotti a lasciar vuote le sporte della spesa. E sono passati solo sei
mesi di guerra. A primavera il regime è costretto ad intervenire sui salari
con un aumento degli assegni familiari e un premio di operosità, per aggi-
rare il blocco dei prezzi prorogato per tutta la durata della guerra proprio
in questo periodo. Il sollievo della popolazione dura pochissimo: quanto
si è ottenuto oggi viene immediatamente riassorbito da un'ulteriore cre-
scita del costo della vita.
A sgomentare però la popolazione, in questa primavera 1941, è la
scarsità del pane. Le prime effettive carenze si cominciano a registrare nel
marzo 1941 quando si constatano nel contingentamento dei cereali da pa-
ne difficoltà crescenti che a maggio sono ancora aumentate. La prima rea-
zione è addirittura di stupore: nessuno vuoi credere che proprio il pane
(l) ACS, PNF, Situazione politica per province, b. l, fase. Genova. Relazione del segre-
tario federale in data Genova 19 ottobre 1940.
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