Page 289 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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rispetto al Sud risulta meno violento. 116 ottobre 1941 i questori di Mila-
no, Genova, Bologna, Parma e Forlì ricevono istruzioni per intensificare
al massimo la sorveglianza sulla popolazione "specie in relazione ai possi-
bili malcontenti p~r la situazione alimentare e alla eventualità di manife-
stazioni che anche limitate alla invocazione di provvedimenti desiderati
dalle masse sarebbero estremamente pericolose e deprecabili" < 10 l. In pri-
ma fila a manifestare il loro malcontento, sono ancora una volta le donne
che dai piccoli episodi di insofferenza nei mercati rionali passano a forme
di protesta collettiva sulle pubbliche piazze. Non c'è questura che non la-
menti un turbamento dell'ordine pubblico nei comuni dove davanti ai mu-
nicipi, alla casa del fascio, alla sede dei sindacati, quasi ogni giorno, mogli,
madri e sorelle, esasperate vanno a fare le loro rimostranze "per l'insuffi-
cienza delle razioni di grassi e farina gialla", e naturalmente di pane.
Il 1941 si chiude su questi primi fermenti che non lasciano sperare
nulla di buono per l'avvenire. Il regime non è assolutamente in grado di
invertire il degrado della situazione alimentare, né di raddrizzare la mac-
china della distribuzione e l'intero sistema di approvvigionamenti, anche
perché a fine d'anno cominciano a scarseggiare le scorte alimentari. L'in-
verno ormai avanzato aumenta la disperazione e la fame col freddo si fa
ancora più dura da sopportare. Senza soluzioni di continuità si arriva alla
primavera del '42 quando si comincia a toccare il fondo: sembrava im-
possibile vivere con 200 grammi di pane al giorno; gli italiani a partire
dal marzo '42 devono invece cercare di sopravvivere con una razione di
soli 150 grammi. E, a questo punto, il malcontento si fa incontenibile.
Se si guarda alla primavera del 1942, si scompone in un certo senso
anche il quadro del 1941 che non può essere valutato nel suo insieme.
L'Estate del 1941 rappresenta una cesura netta tra due differenti periodi
pre-tesseramento e post-tesseramento del pane - per cercare di sintetiz-
zare al massimo. Fino al luglio-agosto, la situazione alimentare rimane su
livelli ancora relativamente confortanti; le restrizioni non significano fa-
me, se non per quelle zone e quei settori sociali che, da sempre oppressi
dalla miseria, si vedono privati anche di quelle poche risorse di alimenta-
zione ricavate dalla carità pubblica e privata o da una sovrabbondanza
stagionale di alcuni prodotti delle campagne. Gli ammassi da un lato, dal-
l' altro l'incetta dei beni di prima necessità da parte dei contadini che dà
(10) lvi, Min. Int. Dir. Gen. P.S. (1920-45), cat. 01, Massime, b. 6. Disposizioni ai que-
stori in data Roma 6 ottobre 1941.
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