Page 294 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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pre esistita ma nata con autonoma fisionomia solo dopo Napoleone e Clau-
sewitz, il cui padre è J o mini ( 18 3 7). Il Glossario NATO dei termini e delle
dejì"nizioni militari (1974) la definisce:
Pianificazione e attuazione del trasporto e dell'alimentazione delle forze.
Nella sua più ampia accezione comprende gli aspetti delle operazioni mi-
litari che trattano: a) progettazione e sviluppo, approvvigionamento, im-
magazzinamento, trasporto, distribuzione, mantenimento, sgombero e alie-
nazione dei materiali; b) trasporto (raccolta e sgombero) e cura del personale
(e dei quadrupedi); c) acquisizione o costruzione, mantenimento, impiego
e alienazione degli impianti; d) acquisizione o fornitura dei servizi.
Nel concreto, la logistica si occupa delle predisposizioni necessarie
per consentire alle Forze Armate di vivere, muovere e combattere nelle
migliori condizioni di efficienza, riguarda le branche personale e materia-
le e si suddivide in logistica di produzione (che riguarda essenzialmente l'ap-
provvigionamento e la produzione di mezzi, generi e materiali, magna pars
dell'organizzazione della nazione per la guerra) e in logistica di distribuzione
(che riguarda la movimentazione e distribuzione dei rifornimenti forniti
dal Paese alle unità operanti). La logistica di produzione è di responsabili-
tà prevalentemente civile e politica (Ministeri militari e non); quella di
distribuzione, di responsabilità prevalentemente militare (Stati Maggiori).
Questo - e non si tratta di un fatto casuale - è il primo Convegno.
di storia militare in Italia nel quale si è ritenuto di dare opportuno spazio
a una comunicazione di carattere specificamente logistico. In effetti, una
delle tante ricadute negative dell' histoire bataille imperante fino a qualche
anno fa è stata l'emarginazione della logistica militare a disciplina tutto
sommato accessoria, ragioneristica, meramente e aridamente tecnica, ri-
servata a qualche raro specialista e agli ufficiali dei Servizi, con campo
d'azione ben circoscritto e comunque nettamente subordinata alla strate-
gia, intesa come sola arte del vero Capo.
In sede storica, i pur numerosi accenni all'importanza della logistica
hanno spesso assunto un aspetto generico, rituale e obbligato, senza tra-
dursi in una concreta e coerente metodologia. Si è troppo spesso trascura-
to che accanto a una dottrina strategica e tattica esiste dal 18 7 3 in poi
anche una dottrina logistica non scindibile dal contesto strategico, e da
studiare e valutare in un quadro globale. Si è quasi sempre omesso -
anche nel caso della divisione "binaria" del1937-1938- di valutare gli
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