Page 297 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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il recente libro di Ceva-Curami sulla meccanizzazione dell'Esercito edito
dall'Ufficio Storico SME,04) gli studi del Minniti < 1 5> e la parte dedicata
all'economia e industria di guerra nel libro L'Italia nella seconda guerra mon-
diale e nella Resistenza < 1 6>. Sempre in tema di logistica di produzione ri-
cordiamo, infine, i saggi di Ceva e Curami sulla mobilitazione industriale
negli Atti di questo Convegno riferiti al primo anno di guerra.
Aspetti logistici generali della strategia di Mussolini (1939-1943).
Non è esatto affermare che Mussolini dopo il1935 non ha attribuito
la dovuta importanza al fattore economico e logistico: al contrario, ne è
stato dominato sia pure in senso non corretto. A parte i numerosi ricono-
scimenti di principio (che tali rimangono) ricorrenti nei suoi discorsi, le
Direttive per l'impiego delle Grandi Unità del1935 a sua firma (ancor vigenti
nel1941) pongono i fattori di carattere logistico alla base della teoria del-
la guerra di movimento e assegnano alla logistica un ruolo fondamentale
per il conseguimento di un rapido successo. Al paragrafo 3 delle predette
direttive, infatti, si afferma profeticamente che una guerra di logoramen-
to e di posizione "prostrerebbe materialmente e moralmente una nazione
come la nostra, ricca di uomini ma scarsa di materie prime e pressoché
isolata dal mare". Più oltre si riconosce l'importanza della qualità, e al
paragrafo 14 si ammette persino che "il funzionamento dei Servizi non
si improvvisa: se manca, tutto resta paralizzato, riappare la stasi e con
essa la guerra di trincea''.
Purtroppo a queste sagge parole non corrispondono - specie dopo
il 1936 - decisioni realistiche e coerenti, anche perché il "volere" gene-
ralmente espresso dalle dottrine militari non coincidé mai con il "potere"
e spesso esprime solo imperativi politico-sociali. La prassi strategica co-
stantemente seguita da Mussolini, in particolare nel 1941, è anticlausewit-
ziana, antilogistica e continentalista. Anticlausewitziana, perché dopo l'entrata
in guerra nel 1940: a) non applica certo il detto di Machiavelli - annota-
to e fortemente sottolineato da Clausewitz- che "Non fu mai giudicato
(14) L. Ceva· A. Curami, La meccanizzazione dell'Esercito fino al1943, Roma, Ufficio Sto-
rico S.M.E., 1989.
(15) Cfr. i saggi di F. Minniti su materie prime e organizzazione della produzione belli·
ca in "Storia contemporanea" n. 4/1975, n. 111978, n. 111986, n. 2/1986 e "Clio"
n. 4/1977 e n. 111979. ~
(16) AA.VV., L'Italia nella seconda guerra mondiale e nella resistenza, Milano, Franco Ange·
li, 1988, pp. 215-306.
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