Page 300 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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In definitiva, si tratta di un'impostazione basata sulla contaminatio tra
volere e potere e antitetica alle preveggenti tesi dell'economista tedesco
Stefan Possony, che nel suo libro del 193 7 L'economia della guerra totale 08)
da un approccio economicistico alla strategia ricava tre deduzioni antite-
tiche alle linee portanti della condotta della guerra italiana e tedesca, poi
confermate dagli avvenimenti: non esistono armi o procedimenti dagli ef-
fetti decisivi e capaci di abbreviare la guerra; l'offensiva richiede più armi
e materiali della difensiva; il dirigismo economico nell'economia militare
e nell'economia di guerra (prescelto da Italia e Germania) non paga.
Criteri logistici di base e aspetti logistici della struttura di comando
e controllo e degli ordinamenti.
Gli eff~tti della strategia antilogistica di Mussolini non sono tempe-
rati, ma esaltati da un complesso di fattori di base di carattere più pro-
priamente tecnico-militare tutti di segno negativo. La separatezza e
conflittualità tra forze armate, dovuta anche al divide et impera come meto-
do politico:
a) dà origine a tre canali logistici diversi e non comunicanti dove possibi-
le, ai quali almeno fino al1941 si aggiunge- in Africa Settentrionale
- anche il quarto canale del Ministero dell'Africa Italiana e dopo il
1941 il canale tedesco. Evidente l' antieconomicità del sistema logistico
che ne deriva, specie sotto l'aspetto dei trasporti via mare e della ge-
stione unitaria delle scorte;
b) porta ad una lettura astratta, dogmatica e ad usum delphini delle con-
trapposte teorie di Clausewitz, Mahan e Douhet, che operano in senso
marcatamente antilogistico, perché nel caso italiano finiscono con l'o-
stacolare l'indispensabile collaborazione richiesta in parti colar modo
dall'organizzazione e protezione dei porti, degli aeroporti e dei convo-
gli e portano a trascurare le procedure e i mezzi più adatti per i tra-
sporti marittimi e aerei e per la loro difesa, a fronte di una empirica
e realistica strategia inglese che in questo campo riesce estremamente
efficace, benché sia la Royal Air Force che la Royal Navy non siano se-
conde a nessuno nel rivendicare il loro autonomo ruolo strategico.
(18) Torino, Einaudi, 1939.
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