Page 305 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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chilometri) e la relativa regolarità dei rifornimenti che era di conseguenza
            possibile assicurare. Ciononostante, esse significativamente tendevano spesso
            -  contro le direttive superiori -  a formarsi riserve logistiche più o me-
            no  clandestine, per mettersi al riparo da interruzioni del flusso  dei rifor-
            nimenti.

                 Evidentemente in una guerra di movimento -     e ancor più in una
            guerra di corazzati- le esigenze di rifornimento dovevano essere soddi-
            sfatte in un contesto  operativo con caratteristiche del tutto opposte,  nel
            quale acquistavano valore assoluto la  tempestività, l'aderenza e la  conti-
            nuità del cordone ombelicale tra le unità e i Servizi logistici, mentre il mo-
            mento, la quantità e qualità dei rifornimenti potevano essere correttamente
            decisi  solo  dallo  stesso  comandante dell'unità avanzata e  non da  organi
            direttivi retrostanti poco al corrente della situazione dei materiali dell'u-
            nità e delle sue esigenze operative, e con i quali spesso  riusciva estrema-
            mente  difficile  mettersi  in collegamento.
                 Va infine considerato che, a parte gli orientamenti dottrinali e la fi-
            sionomia degli ordinamenti decisi a tavolino, specie in Grecia e in Africa
            settentrionale l'accentramento allivello di armata/Intendenza è esasperato
            dalla frequente carenza degli  organi logistici e dei mezzi  di trasporto -
            non  certo  abbondanti  -  teoricamente previsti  dagli  organici di guerra
            (falcidiati anche dalle inefficienze) ai livelli di corpo d'armata e divisione.
            Si tratta in molti casi del male minore, di una soluzione obbligata che pe-
            rò influisce negativamente sulla capacità di manovra e sull'autonomia ope-
            rativa delle unità. In generale, si  può dire che la  "divisione binaria" del
            19 3 7,  per la  quale  era inizialmente prevista la  motorizzazione integrale
            dei Servizi fino allivello di reggimento, di fatto non vede mai la luce, nem-
            meno  in  Africa (26).
                 Nel campo dei trasporti, secondo la regolamentazione del 1940 vie-
            ne  costituita all'emergenza una direzione superiore trasporti alle  dipendenze
            dello  Stato  Maggiore Esercito,  che è in  stretto  contatto  con  il Ministero
            delle comunicazioni, ha carattere interforze e provvede alla organizzazio-
            ne ed esecuzione unitaria dei trasporti per ferrovia,  per via d'acqua, per
            via  aerea e per via  ordinaria interessanti tutte le forze  armate  dello  Stato.
            Peraltro i trasporti non sono militarizzati, ogni Ministero militare e civile



            (26)  Cfr. F. Rossi, op.cit., pp. 13-15 e 26-28, e M. Roatta, op.cit., pp. 50-57 e 109-114.
                 Il generale Roatta mette in particolare evidenza gli espedienti ai quali si ricorre in
                Africa  Settentrionale a  causa  della  sottomotorizzazione anche rispetto ai  modesti
                livelli  previsti  per le  <<Divisioni  A.S.>>.



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