Page 310 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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a)  il R.D. - legge  14 gennaio 1926, n.  196 che prevede il coordinamento
                  dei Servizi di commissariato (vettovagliamento, vestiario ed equipag-
                  giamento)  delle  Forze Armate,  con acquisti in comune che  dovrebbe
                  effettuare un'apposita commissione interforze e l'utilizzazione in  co-
                  mune dei magazzini e depositi delle tre forze armate nel territorio (ciò
                  che  ne  avrebbe  consentito la  riduzione);
               b)  il R.D.  7 marzo  1926, n. 408 che istituisce allivello di Ministeri mili-
                  tari  un comitato  superiore per le  armi e munizioni,  organo  consultivo che
                  dovrebbe coordinare le attività di comune interesse per le tre forze ar-
                  mate nel  fondamentale  settore,  composto  da  4  membri  per ciascuna
                  forza armata e presieduto dal più anziano, che fornisce ai rispettivi Mi-
                  nisteri pareri non vincolanti formulati a maggioranza. Nessun concre-
                  to risultato, perché, ad esempio, il nuovo cannone antiaereo da 90 mm
                  della  Marina ha  lunghezza  della  bocca  da  fuoco  e munizioni  diverse
                  dal  90/5 3  dell'Esercito;

               c)  la commissione centrale per i collaudi in appello, a carattere interfor-
                  ze, istituita con il R.D.  16 gennaio 1927, n.  118, alla quale si possono
                  rivolgere i fornitori i cui generi o materiali sono stati respinti dalle com-
                  missioni di forza  armata a livello inferiore (si  tratta di un organismo
                  tuttora operante, l'unico a  carattere interforze  che  funziona  bene).



              Gli avvenimenti del  1941:  la logistica non decolla.
                   Nel  1941, anche per merito  di  Cavallero,  non mancano, provvedi-
              menti di legge e decisioni che dovrebbero assicurare un maggior coordi-
               namento logistico, ma ancora una volta i loro effetti pratici non sono pari
               a quanto sarebbe richiesto dalla situazione. Vi è anche qualche passo in-
               dietro: nel corso dell'anno, infatti, fallisce definitivamente l'operato dell'I-
              spettorato superiore dei servizi tecnici istituito il1 ° gennaio 1940 alle dipendenze
              del Ministero della guerra per unificare e sveltire le complesse procedure
               in uso nell'Esercito per l'introduzione in servizio di nuovi materiali (carri
               e artiglierie in particolar modo).  Come scrive il primo Ispettore generale
               Caracciolo di Feroleto <3 2 l,  nessuno dei troppi organismi coinvolti nella ri-
               cerca, progettazione e collaudo di nuovi materiali (Ministero, Stato Mag-
               giore, Ispettorati d'Arma, ecc.) intende rinunciare ai suoi poteri in merito,




               (32)  M. Caracciolo Di Feroleto,  E poi? La tragedia dell'Esercito  Italiano,  Casa Editrice Li-
                   braria Corso,  Roma,  1946, pp.  57-67.


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