Page 315 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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zione italiana (e gli ordinamenti) dal 1919 al 1939. Quando il28 ottobre
1940 le truppe italiane iniziano l'avanzata oltre il confine greco, la prepa-
razione logistica c'è, ma è strettamente adeguata all'azione rapida e prati-
camente incruenta che a torto prevedevano Ciano e Iacomoni e non tiene
in alcun conto - come pur vorrebbero le buone vecchie regole - la pos-
sibilità di un prolungamento della guerra, o semplicemente di consumi
imprevisti. Oltre ai previsti organi logistici a livello corpo d'armata e ar-
mata, mancano anche le salmerie e qualsiasi riserva logistica sul posto.
Ciò rende controproducente il semplice afflusso di truppe di rinforzo sen-
za organi logistici. Sulla possibilità di rapido afflusso dei rinforzi e soprat-
tutto dei rifornimenti pesa più di tutto la carente capacità di scarico dei
porti albanesi (per la verità già denunciata dallo stesso Maresciallo Bado-
glio dopo un'ispezione del giugno 1939) e la cattiva organizzazione del
carico dei piroscafi, dello stivaggio e dello sbarco dei materiali. Anche in
questo caso, si tratta di vecchie lacune già ampiamente emerse nelle guer-
re d'Etiopia e Spagna e nella stessa incruenta occupazione dell'Albania
nell'aprile del1939, lacune delle quali nessuno si preoccupa anche perché
richiedono mezzi finanziari e rendono necessario affrontare spinosi pro-
blemi interforze per i quali mancano i presupposti pratici per soluzioni
che abbiano come solo obiettivo l'efficienza.
Difettano gravemente navi mercantili "specializzate" e adatte al tra-
sporto di quadrupedi, automezzi, munizioni e reparti organici (la cui mo-
bilitazione e il cui approntamento competono alla Marina). Il risultato è
che le forze bene o male fatte affluire ai porti pugliesi sono imbarcate per
l'Albania spesso senza rispettare i vincoli organici, separando - per ra-
gioni logistiche - i mezzi di trasporto, i materiali, le dotazioq.i e le muni-
zioni dalle truppe per farli affluire in Albania su navi diverse, in tempi
diversi e magari in porti di sbarco diversi. In tal modo, prevalgono criteri
logistici e tecnici sulle esigenze tattiche, le operazioni di scarico si prolun-
gano, e una volta sbarcate, a causa della critica situazione del fronte le
truppe spesso non hanno il tempo di riordinarsi e completarsi e sono av-
viate a spizzico - spesso senza rifornimenti, dotazioni e mezzi di traspor-
to - in linea, con i risultati che è superfluo sottolineare. ·
In questa situazione in Grecia si ricorre largamente al trasporto ae-
reo, assicurato anche da unità specializzate tedesche. Ma questo tipo di
trasporto, prezioso soprattutto per quel rapido sgombero di feriti e con-
gelati che non è altrimenti possibile, da una parte - data la scarsità di
aerei specializzati - incide sulla disponibilità di aerei da bombardamento,
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