Page 312 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Gli avvenimenti del 1941 sui vari fronti non possono essere letti e
correttamente interpretati senza tener conto del quadro logistico generale
prima descritto. In ultima analisi, essi non sono che la riprova e il riflesso
inevitabile di un'impostazione strategica e quindi logistica già chiaramen-
te emersa nel1940, che benché chiaramente inadeguata fin dall'inizio del-
la guerra non muta ed è tale da segnare una netta differenza, in negativo,
rispetto al secondo anno (1916) della prima guerra mondiale, quando vi
era stato un netto salto di qualità che si era tradotto in gran numero di
artiglierie, munizioni e rifornimenti di ogni genere avviati al fronte.
A un crescente potenziale logistico nemico, corrisponde pertanto un
decrescente potenziale italiano. L'unico fatto positivo rimane l'ampliamento
delle attribuzioni del CapO di Stato Maggiore Generale anche nel campo
della logistica di produzione. In tal senso, il decreto del 27 giugno 1941,
n. 661 va giudicato positivamente, perché in una situazione data pratica-
mente non modificabile (Mussolini comandante effettivo delle Forze Ar-
mate e Ministeri da lui retti) dà al Capo di Stato Maggiore Generale la
facoltà di intervenire per coordinare la logistica di produzione e distribq-
zione delle tre Forze Armate e per "spingere" questa o quella attività logi-
stica e produttiva secondo criteri interforze, privilegiando i sistemi d'arma
e i mezzi più adatti. Il diario di Cavallero dimostra che, nel 1941 e 1942,
egli vede chiaro e opera tutto sommato positivamente in questo settore
così carente. Se i risultati non sono pari a quanto richiederebbe la situa-
zione, ciò avviene per un complesso di ragioni di fondo spesso estranee
alle competenze e alla volontà dello stesso Cavallero (che non poteva cer-
tamente permettersi ciò che fecero nella prima guerra mondiale Cadorna
e Dallolio, autentici dittatori militari nel loro settore ai quali nessun espo-
nente politico poteva o osava opporsi).
Sulla logistica di produzione, va ricordato quanto annota Cavallero
nel suo diario il25 maggio 1941, cioè a pochi giorni dall'assunzione effet-
tiva della carica di Capo di Stato Maggiore Generale: "Abbiamo bisogno di
un uomo che abbia facoltà di pro porri al Duce e sottoporre alla sua firma i provve-
dimenti, e le disposizioni per i vari Ministeri, coordinando le funzioni di Giannini
e Favagrossa. In sostanza occorre un dittatore economico che prepari un programma
per un ciclo di tre mesi, e anche meno, per tutto ciò che concerne carbone, nafta, gom-
ma, metalli ecc .. Tenere presente il nostro fabbisogno di carburante (250.000 tonnel-
late al mese)". Come testimonia Alberto Pirelli nel suo diario, Cavallero
torna più volte, senza successo, su questa idea, caldeggiata anche dai tede-
schi che preferiscono trattare con un interlocutore economico unico, e
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