Page 317 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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fensiva italo-tedesca e la controffensiva britannica di fine anno in Marma-
rica. Sullo sfondo di questi avvenimenti, molte sono le considerazioni di
carattere logistico.
Sarebbe semplicistico attribuire la sconfitta solo alla mancanza di mezzi
di trasporto o di dotazioni logistiche. Essa avviene soprattutto perché, dalla
seconda metà degli anni Trenta fino a tutto il1941 si continua a privilegia-
re - anche e soprattutto su questo scacchiere - la quantità rispetto alla
qualità, trascurando il fatto elementare che un semplice portatore di fucile
in mezzo al deserto rappresenta solo un peso logistico (soprattutto per vive-
ri e acqua, cioè per le voci che incidono di più sul peso totale dei riforni-
menti e trasporti) al quale non corrisponde un adeguato rendimento. Per
"qualità" si intende una sommatoria di fattori che comprende il sistema
di comando, la qualità dell'inquadramento, le trasmissioni e i collegamen-
ti, l'addestramento, il vestiario e l'equipaggiamento, la qualità e quantità
del vettovagliamento, la qualità e quantità delle armi, dei mezzi corazzati
e dei mezzi di trasporto, le dotazioni di viveri, munizioni e carburanti. Per
i corazzati e i mezzi di trasporto, accanto alloro numero e tipo occorre
considerare, specie nel deserto e nelle grandi distanze - in genere superio-
ri ai 1.000 km- che è necessario percorrere dai porti di sbarco alle prime
linee, la capacità di movimento fuori strada e nel terreno difficile del deser-
to, la quantità e qualità di mezzi di riparazione, gomme e pezzi di ricambio
(il deserto provoca un rapido logoramento di pneumatici, cingoli e motori)
e infine - per i carri e le artiglierie - la disponibilità di trattori e rimor-
chi per l'auto trasporto e/o l'autotraino, e di organi logistici completamen-
te motorizzati in grado di aderire al rapido movimento delle truppe. Infine,
ha importanza anche la difesa antiaerea degli sbarchi e dei movimenti e
la loro protezione contro incursioni terrestri.
Ebbene, sotto tutti questi aspetti nonostante le lezioni di fine 1940
-inizio 1941l'organizzazione militare italiana per tutto il 1941 rimane
carente e non competitiva. Sono insufficienti i progressi rispetto a quanto
riscontrano i generali inAfrica settentrionale nella riunione del 18 agosto
1940, nella quale si dichiarano contrari all'offensiva voluta da Mussolini
e rilevano che la fanteria è esuberante, mentre i mezzi meccanici sono "in-
feriori per numero e qualità a quelli avversari, salvo i carri M idonei ai propri
compiti, ma tuttora deficienti di mezzi di trasporto, mezzi di collegamento e di ripa-
razione; nel complesso insufficiente organizzazione tecnica dei reparti. Si provvede
ad ovviare con sistemazioni di ripiego delle armi anticarro, artiglierie ecc." (36).
(36) Verbale della riunione del 18 agosto 1940 in R. Graziani, Africa Settentrionale
(1940-1941), Roma, Danesi, 1948, pp. 268-269.
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