Page 314 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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È in questo senso, in senso logistico, che la Russia si rivela estremamente
              dannosa. C'erano certamente buone ragioni politiche, ideologiche e di pre-
              stigio per mandare colà anche delle truppe italiane. Stà di fatto che queste
              ragioni erano in collisione frontale con i veri obiettivi strategici dell'Italia
              e con il superiore interesse nazionale, né erano conciliabili con le esigenze
              della guerra mediterranea. I supremi interessi della Patria non esigevano
              forse, in quel momento, anche scelte dolorose, comunque giustificabili con
              riferimento ai diversi scacchieri di interesse? L'italia aveva già aperti pro-
              pri fronti che la impegnavano a fondo, e non era la Francia o la Spagna,
              che pure avevano mandato truppe: in ogni caso, il vero prestigio naziona-
              le  era  in gioco  nel  Mediterraneo  e  non  nelle  lontane steppe  russe.

                   Il 1941 inizia come peggio non può avvenire: in Africa prosegue l'of-
              fensiva inglese e in Albania quella greca, nei riguardi della quale si assiste
              a un affannoso tamponamento che è costretto a trascurare per ragioni di
              urgenza le  più elementari norme ordinative e logistiche.  Grecia e Africa
              Settentrionale hanno una caratteristica comune:  che nemmeno gli  esigui
              organici del 1940, impostati sulla "logistica povera" e sulla pretesa dita-
              luni di sostituire con lo spirito (supposto elevato) i rifornimenti e i mate-
              riali che mancano, sono rispettati e mantenuti. Difettano molti dei previsti
              organi logistici allivello di corpo d'armata e di armata; difettano, in par-
              ticolare,  mezzi  di trasporto,  Quadri per le unità automobilistiche,  pezzi
              di ricambio e organi di  riparazione, il tutto a fronte di  un logoramento
              fortissimo che subisce il parco automezzi, della sua scarsa rusticità e ido-
              neità nel movimento fuori  strada,  della eccessiva  varietà di tipi di  auto-
              mezzi: questi, inconvenienti, già ampiamente emersi nelle guerre d'Etiopia
              e Spagna.

                   Fa sentire i suoi effetti, nel  1941, soprattutto la mancata proiezione
              (anteguerra, e dopo il 1936) non solo dell'Esercito ma di tutte e tre le for-
              ze armate sulle concrete esigenze della guerra oltremare e della guerra dei
              convogli, a cominciare dalla capacità di carico e scarico e dalla difesa an-
              tiaerea dei porti italiani, libici e greci e dalla costituzione in loco di riser-
              ve logistiche tali da rendere le forze oltremare il più possibile indipendenti
              dai rifornimenti marittimi, anche in caso di incremento dei livelli di forza.
                   Nella  campagna di Grecia gli  inconvenienti maggiori non nascono
              dalla regolamentazione logistica in atto e dalle lacune negli  ordinamenti
              e nell'armamento.  Tutto  sommato,  anche il contrapposto esercito greco
              è un esercito  "povero", e in Grecia si  fa  quella guerra di montagna con
              vasto impiego di salmerie che non aveva cessato di polarizzare la prepara-



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