Page 322 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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a) non ha importanza solo il numero di tonnellate complessivo nell'arco
di una campagna; ancor più importante è ciò che giunge- cioè il tipo
di rifornimento - e quando giunge, cioè la fase operativa nella quale
avviene lo sbarco dei materiali. Sotto questo aspetto, i trasporti di ge-
neri di vettovagliamento e di munizioni assorbono da soli circa il 50%
del totale, quindi servono soprattutto a mantenere dei portatori di fu-
cile esuberanti in Africa. Invece, specie nelle fasi dinamiche ciò che
importa di più sono gli autocarri, i mezzi corazzati e i carburanti e
pezzi di ricambio;
b) l'Aviazione e la Marina inglesi, la cui azione è estremamente efficace
grazie al radar, all'ottimo coordinamento e all'ottimo sistema informa-
tivo e di intercettazioni, riescono a colpire con la maggiore intensità
il traffico marittimo proprio nelle fasi operative cruciali, e giungono
persino a scegliere accuratamente i bersagli, colpendo soprattutto il na-
viglio con il carico più prezioso (petroliere). Ciò avviene, nel caso spe-
cifico, proprio in coincidenza con l'offensiva inglese di fine 1941;
c) ambedue le forze armate (l'Esercito per le riserve logistiche e la Mari-
na per l'organizzazione e la scorta dei convogli) prendono in esame il
problema dei rifornimenti oltremare in ritardo, con i soliti contrasti
(anche con il Ministero dell'Africa Italiana) e solo a partire dal 1938,
nonostante il concentramento della flotta inglese nel Mediterraneo a
partire dalla guerra d'Etiopia, il progressivo rafforzamento del dispo-
sitivo aeronavale inglese e delle relative basi nel Mediterraneo e l'ade-
sione dell'Italia a un'alleanza chiaramente antibritannica;
d) quando la Marina, prima della guerra, oltre che indicare giustamente
la necessità di accumulare grandi scorte logistiche oltremare propone
la formazione guerra durante di grandi convogli per la Libia a scaden-
ze regolari e con frequenza molto ridotta, indica una modalità d' azio-
ne senza dubbio ideale, ma di difficile realizzazione pratica. La frequenza
e l'intensità dei rifornimenti per la Libia, infatti, non possono essere
programmate a notevole distanza di tempo né essere regolari, ma di-
pendono da variabili come la situazione tattica locale, le perdite, le forze
nemiche ecc., oppure da decisioni strategiche e scadenze operative che
non possono essere previste (come l'impiego di forze germaniche o le
offensive alterne);
e) la forte carenza di navi specializzate e di idonea velocità, adatte al ra-
pido trasporto e scarico di carri, munizioni, artiglierie e di reparti or-
ganici e in grado di facilitare i compiti della scorta non può essere del
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