Page 325 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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b) in Africa settentrionale: 168.634 uomini; 819.214 tonn. di mate-
riali vari;
c) in Egeo: 23.483 uomini; 58.610 tonn. di materiali vari;
d) in Sardegna: 296.226 uomini; 5.687 quadrupedi; 155.030 tonn.
di materiali vari;
e) nelNsola d'Elba: 80.369 uomini; 4.135 tonn. di materiali vari;
/) in Dalmazia: 51.096 uomini; 2. 740 quadrupedi; 62.284 tonn. di
materiali vari.
Nello stesso periodo di tempo, furono trasportati per via aerea: 49.215
uomini e 4.450 tonn. di materiali vari, e furono organizzati, sulle vie
ordinarie, itinerari per 12.14 3 chilometri.
A tutto questo movimento, infine, è da aggiungere quello - sia ferrovia-
rio che marittimo - che si dovette organizzare ed effettuare per conto
delle forze armate germaniche (Corpo di spedizione per l'Africa setten-
trionale e X Corpo aereo tedesco) < 4 3>.
Questi dati dimostrano indirettamente che tutto sommato l'offesa ae-
ror r,tvale nemica sui trasporti in generale nel primo e secondo anno di guerra
lìa effetti modesti. A maggior ragione, quindi, viene da chiedersi quali sa-
re~ bero stati i risultati del concentramento di forze, materiali e mezzi lo-
gis :içi così imponenti su un solo scacchiere e con una migliore organiz-
zai ione, concentramento che oltre ad essere necessario era anche possibile
e fOteva essere molto meglio preparato negli anni '30, a prescindere dalla
sG rsità di risorse finanziarie e di mezzi moderni.
Cc nclusione
Il generale Guido Liuzzi (le cui opere, finora poco studiate, lo quali-
fie in o come il maggior scrittore italiano di logistica del secolo XX) negli
an 1i Trenta riferendosi con occhio disincantato all'esperienza della prima
gu ~rra mondiale scriveva che "sono i Servizi a mettere le ali alle truppe". Egli
pe :ciò contestava il principio - molto seguito non solo in Italia ai primi
an ui del secolo- che "i Servizi sono fatti per servire" e devono sa persi adat-
tal e alle sempre prioritarie esigenze strategiche, senza costituire un freno
pe t la pianificazione delle operazioni: "l'lntendence suivra" (44). A suo giu-
(4~) Historicus, op. cit., pp. 172-173.
(4.:) Cfr. G. Liuzzi, Ricordi e pensieri di un ex-Intendente d'armata, Roma, 1st. Pol. Amm.
Della Guerra 1922 e I Servizi logistici nella Guerra, Milano, Corbaccio, 1934. Si trat-
ta di due testi ricchi di considerazioni ancora attuali, ancorché senza alcun apprez-
zabile influsso sulla strategia e sulla logistica del 1940-1941.

