Page 304 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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organi logistici,  dei  mezzi  (in particolare,  di trasporto) e delle  dotazioni
              allivello di armata, e, in parte, allivello di corpo d'armata. Ne consegue
              che la divisione "binaria" -  per la quale manca tuttora una valutazione
              logistica -  non ha alcuna  riserva logistica,  ha organi logistici  ridotti  al
              minimo e con scarsi automezzi e deve essere rifornita ogni giorno. In tal
              modo si pensa di renderla più "leggera" e meglio adatta a muoversi rapi-
              damente, trascurando il fatto  elementare che per muoversi rapidamente
              è  necessario  un supporto logistico  capace  di  alimentare senza  soluzioni
              di continuità il movimento e quindi occorrono -  prima di tutto per gli
              organi logistici -  riserve con automezzi in proprio e subito disponibili.
              E, prima di potersi muovere in profondità, bisogna aver ragione dello schie-
              ramento avversario, il che richiede un'adeguata autonomia logistica e una
              potenza di fuoco che aumenta i pesi e i volumi da trasportare ma consen-
              te  di  far  fronte  agli  inevitabili  imprevisti.
                   Il secondo criterio, strettamente connesso con il primo, è il riforni-
              mento dall'indietro in avanti, a cura dell'Intendenza di armata, fino allivel-
              lo  di  divisione  e  anche  di  reggimento  compresi.  Con  questo  sistema,  si
              intenderebbe liberare i  comandanti delle  unità avanzate ivi compreso  il
              livello di divisione- da preoccupazioni logistiche e "alleggerire" i repar-
              ti. In realtà si ignora il vecchio principio che, a qualsivoglia livello ordina-
              tivo, non vi può essere reale autonomia operativa senza la corrispondente
              autonomia logistica e che le riserve logistiche avanzate -  naturalmente,
              di consistenza ben calibrata e con i corrispondenti mezzi di trasporto -
              a maggior ragione nella guerra di movimento sono, come quelle tattiche
              e strategiche, un mezzo di tutela contro imprevisti inevitabili in combatti-
              menti dinamici e meno che mai un "appesantimento" che pregiudica la
              capacità di  penetrazione.

                   Nella prima guerra mondiale, anche in fatto di trasporti il livello di
              divisione aveva un'autonomia maggiore. A parte questo, l'accentramento
              -specie dei mezzi di trasporto- e il rifornimento dall'indietro in avan-
              ti se possibile fino ai minori livelli, erano i criteri più adatti in una guerra
              statica in terreno montano, quando numero e tipo dei mezzi di trasporto
              andavano commisurati alla viabilità e al terreno nel quale operava ciascu-
              na unità. Nella guerra di trincea le unità di prima linea non avevano biso-
              gno di essere appesantite con mezzi di trasporto, dei quali non avrebbero
              saputo che farsene, ma potevano essere più facilmente rifornite e normal-
              mente non richiedevano di avere a pie' d'opera eccessive dotazioni di ri-
              serva, data anche la stabilità del fronte (le offensive si esaurivano in pochi


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