Page 302 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Dal canto suo la Marina, nel 1941 e anche dopo, come negli anni
'30 continua ad intravedere il ruolo fondamentale delle grandi navi can-
noniere e della battaglia decisiva tra squadre, ed è ben lontana dal pren-
dere coscienza che - come riconosce nel dopoguerra l'ammiraglio Aldo
Cocchia nella sua prefazione al noto libro del Mac Intyre sulla guerra nel
Mediterraneo - la guerra dei convogli, la guerra di contrasto era fin dal-
la prima guerra mondiale la vera determinante della nostra guerra sul ma-
re, mentre il potere marittimo "non aveva più il suo punto di forza nelle
grandi navi da battaglia, ma nei velivoli da combattimento impegnati in
funzione difensiva e offensiva" < 2 0).
Il Capo di Stato Maggiore della Marina ammiraglio Cavagnari di-
chiara, nel 1939, di poter destinare alla scorta dei convogli solo le navi
più antiquate < 2 1), e come ha scritto di recente il Giorgerini, la Marina nel
1940 aveva solo 4 avvisi - scorta e un caccia sommergibili sperimenta-
le < 22>. Anche dopo il 1945, nei ricordi dello stesso ammiraglio Cavagna-
ri, la guerra dei convogli non è stata l'epicentro della guerra nel
Mediterraneo e comunque il compito principale della Marina dal quale
dipendeva in gran parte l'esito del conflitto, ma solo un gravame impro-
prio, quasi inaspettato, non gradito che - pare - addirittura avrebbe
dovuto e potuto essere evitato:
un ingente gravame, tanto deprecato fin da tempi lontani, era stato posto
sulla Marina Militare ed era inevitabile di sopportarne il carico: il tra-
sporto di ingentissimi corpi di truppe sulla sponda libica. Si iniziò il pri-
mo, se ne fece un secondo e fu assicurato che sarebbe stato l'ultimo. Questa
catena, dataci da trascinare, fu saldata alle nostre membra per oltre
tre anni < 23>.
Nel1940-1941 esiste, dunque, in tutte e tre le Forze Armate un sub-
strato teorico e una formazione dei Quadri che salvo casi individuali non
favorisce quella collaborazione senza riserve che sarebbe vitale e di comu-
ne interesse, a cominciare dalla logistica. In questo senso, va riconosciuta
(20) D. Mac. lntyre, La battaglia del Mediterraneo, Firenze, Sansoni, 1965, pp. X-XII.
(21) F. Botti, Da flotta secondaria a grande Marina: la strategia marittima italiana negli anni
'30, "Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico Marina Militare", n. 4/1988.
(22) G. Giorgerini, Da Matapan al Golfo Persico, Milano, Mondadori, 1989, pp. 381 e
385-387.
(23) D. Cavagnari, La Marina nella vigilia e nel primo periodo della guerra, "Nuova Antolo-
gia" agosto 1947.
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