Page 526 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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onde non giungere in breve tempo ad una situazione molto più grave, quale
                        si può prevedere per esempio  nel servizio di scorta ai convogli con  riflesso
                        sulla situazione di tutta la specialità caccia.  Infatti i Reparti che lo attua-
                        no,  sottoposti per insufficienza numerica, oltre che al lavoro di scorta,  an-
                        che  a continui spostamenti di sede,  vedono  la loro  efficienza  in  materiali
                        ed uomini calare  rapidamente.
                        Il quadro rappresentato deve essere tenuto presente nel formulare le richie-
                        ste, per le fatali ripercussioni che derivano da quelle eccessive in relazione
                        alte reali possibilità, alte quali non sarà possibile porre rimedio se l'impie-
                        go delta R. Aeronautica non sarà contenuto nei limiti di uso razionale in-
                        vece di raggiungere lo sfruttamento dei Reparti sino al limite oltre cui non
                        possono  dare più nulla per  l'esaurimento  di  tutte  le  loro possibilità ... ".

                     Intanto in Mrica Settentrionale, mentre Rommel faceva del suo me-
                glio per ritardare l'avanzata delle truppe inglesi, in ottemperanza agli or-
                dini di Hitler e di Mussolini di resistere ad oltranza, gli Alleati 1'8 novembre
                1942 sbarcavano in Marocco e in Algeria. Questa eventualità non era sta-
                ta presa in considerazione dagli Stati Maggiori italiani e tedeschi e perciò,
                appena delineatasi l'operazione, essi dovettero ricorrere ad immediati prov-
                vedimenti di ripiego,  come quello  di  occupare la Tunisia e la Corsica e
                di inviare in Sardegna unità aeree disponibili sul territorio metropolita-
                no. Dal3 al6 novembre furono fatti affluire sui campi sardi: 8 "P-108",
                25  "S-84",  17  "S-79",  16  "Cant.  Z-1007  bis",  57  "MC-202",  23
                "RE-2001". In Sicilia furono  trasferiti  16 "MC-200"  e 5  "G-50" della
                IV Squadra Aerea  e  15  "G-50"  dalla  Grecia.
                     119 e il 10 novembre, velivoli da trasporto tedeschi e italiani sbarca-
                rono a Tunisi, a Biserta, a Sousse e a Sfax un reggimento di paracadutisti
                e alcuni battaglioni di fanteria tedeschi e qualche battaglione di bersaglie-
                ri. Nei giorni successivi squadriglie da caccia e da bombardamento a tuf-
                fo tedesche furono schierate sugli aeroporti di Tunisi e di Biserta. Sul primo
                fu  dislocata  una  parte del  155°  Gruppo  da  Caccia  su "MC-202".
                     Nello stesso periodo era in preparazione la grande offensiva inverna-
                le russa che doveva portare alla tragica ritirata dell' ARMIR e alla fine del-
                la  partecipazione  della  Regia  Aeronautica  al  conflitto  su  quel  fronte.
                L'aviazione da caccia italiana svolse un'intensa attività con azioni di mi-
                tragliamento e spezzonamento delle truppe nemiche e i reparti da traspor-
                to effettuarono numerose missioni, nonostante le avverse condizioni meteo-
                rologiche, per trasportare personale ferito, materiale vario, viveri e posta
                nelle posizioni avanzate. In un telegramma del12 dicembre 1942, il gene-


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