Page 521 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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l'olio idraulico congelava, bloccando il carrello. I parabrezza e i collimato-
             ri si appannavano rendendo difficoltosa la navigazione e il combattimen-
             to. Infine i piloti, in volo, erano soggetti a congelamenti di primo e secondo
             grado  nonostante gli  indumenti  elettroriscaldati.
                  In luglio doveva essere effettuata anche l'Operazione "C 3 ", studiata
             nei  dettagli allorché il Comando Supremo italiano si  era reso conto del-
             l'importanza dell'occupazione dell'isola di Malta. Ma Hidèr, nel frattem-
             po, aveva cambiato idea sull'opportunità dell'operazione e aveva ritenuto
             più urgente proseguire l'avanzata verso l'Egitto. Malta andava comunque
             neutralizzata e perciò il Comando Supremo ordinò una seconda offensiva
             sull'isola da parte delle Forze aeree italiane e tedesche schierate in Sicilia.
             Le prime erano costituite da 11 "BR-20", 25  "Cant. Z-1007 bis", 9 "S-84",
              15  ''JU-87", 60 "MC-202" e  18  "RE-2001". Le  seconde da due gruppi
             da bombardamento e uno da caccia. L'offensiva dal l  al 14luglio portò
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             al logoramento delle aviazioni contrapposte ma  non a  quei  risultati che
             i Comandi itala-tedeschi si  attendevano,  principalmente perché le  forze
             impiegate  erano  insufficienti.
                  Dal 12 al 14 agosto avvenne la cosiddetta "Battaglia di Mezzo Ago-
              sto" durante la quale l'aviazione dell'Asse affondò 11 dei 16 piroscafi com-
              ponenti il convoglio "Pedestal" e danneggiò una portaerei, una corazzata
              e due incrociatori. In questa battaglia i Comandanti itala-tedeschi perdet-
              tero  l'ultima  buona occasione per assestare  un grave  colpo  alla  Marina
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             britannica e per neutralizzare Malta. Purtroppo ancora una volta la pru-
              denza di Supermarina, le deficienze tecnico-addestrative dell'Aeronautica
              e della  Marina, la  mancanza di una corretta procedura di cooperazione
              tra di loro, l'incapàcità delle  industrie aeronautiche di produrre rapida-
              mente velivoli idonei da opporre a quelli Alleati, la mancanza di addestra-
              mento al combattimento notturno dei marinai, l'impiego di piloti non molto
              addestrati  nella  specialità siluranti, contrapposti allo  spirito combattivo
              della Marina inglese, al perfetto addestramento del suo personale al com-
              battimento notturno, alla sua capacità di escogitare manovre evasive effi-
              caci  contro gli attacchi  degli  aerosiluranti e,  soprattutto,  di rimpiazzare
              navi e velivoli distrutti o danneggiati grazie alla grande capacità produtti-
             va delle sue industrie e agli aiuti americani, contribuirono a questo insuc-
              cesso  dell'Asse.
                  Il l  settembre le forze itala-tedesche ripresero l'offensiva nel deser-
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             to ma dopo due giorni di duri combattimenti furono costrette a ripiegare
             sulle basi di partenza. Il generale Montgomery aveva attentamente studiato


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