Page 522 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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la tattica di Rommel e aveva capito che essa consisteva principalmente
nell'indurre i carri armati inglesi ad attaccare i suoi mezzi corazzati. Que-
sti erano protetti da uno schermo di cannoni da 88 mm (arma contraerea
con gittata e potenza maggiori dei normali cannoni anticarro) che mette-
vano fuori combattimento la maggior parte dei mezzi attaccanti. A questo
punto Rommellanciava i propri carri armati e vinceva il combattimento
ravvicinato. Poiché si aspettava l'attacco delle truppe dell'Asse, Montgo-
mery schierò le proprie forze in modo opportuno e, applicando la stessa
tattica del suo avversario, riuscì a vincere la sua prima battaglia difensiva.
Dopo questo successo, in vista dell'Operazione "Torch", egli rice-
vette l'ordine di passare all'offensiva al più presto possibile. Attestate sal-
damente a difesa le truppe, si dedicò allo studio ed alla preparazione di
un piano di attacco, meticoloso e comprensivo dei più minuti elementi
necessari per conseguire una decisiva vittoria su Rommel. Per l'aviazione,
ad esempio, fu stabilito che ogni gruppo di volo avesse 30 piloti e ogni
stormo una riserva di 10 piloti. Dal punto di vista tecnico fu deciso che
i reparti non avessero in carico velivoli e automezzi che non potessero es-
sere riparati entro 48 ore; che ogni reparto avesse sette giorni di riforni-
menti in parti di ricambio, carburante, lubrificanti, viveri ed acqua; che
fossero disponibili mezzi per il rapido rifornimento di munizionamento
per ogni gruppo di volo e 24 autobotti per il rifornimento dei velivoli da
caccia. A sostegno dell'VIII Armata erano stati assegnati 750 velivoli dei
1628 compresi nell'ordine di battaglia generale e 54 velivoli da trasporto,
tutti facenti parte di una razionale ed efficiente organizzazione a terra che
comprendeva un controllo avanzato del supporto aereo (Forward Air Con-
tro!); e un controllo avanzato della caccia (Forward Fighter Contro!); una li-
nea di osservatori radiotelefonici e radar; uno stormo da caccia avanzato
e due arretrati, più due gruppi di riserva; uno stormo da bombardamento
diurno avanzato e uno arretrato.
Dalla parte dell'Asse, le forze aeree non avevano un'organizzazione
similare e operavano su richiesta dei Comandi terrestri. I velivoli tedeschi
erano schierati nei pressi di el-Daba (4 gruppi "ME-109") e alcuni repar-
ti italiani (3° e 4° stormo C.T., 50° assalto, 8° gruppo C.T., 101° grup-
po assalto) a Fuka, Abu Aggag e Abar Nimeir. I bombardieri a tuffo tedeschi
(2 gruppi) a Sidi Haneim, i velivoli da bombardamento italiani (191 a squa-
driglia "Cant. Z-1007 bis") a Marsa Matriìh. Mentre tutti o quasi i veli-
voli tedeschi erano concentrati nell'area di el-Alamein, quelli della V Squadra
Aerea erano sparsi tra Derna e T ripoli. In considerazione dell'enorme al-
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