Page 519 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 519

inglesi -le forze corazzate tedesche e italiane avanzarono verso Est, men-
            tre l'aviazione attaccava le retrovie nemiche e i velivoli d'assalto e da cac-
            cia appoggiavano le truppe. Il 21 giugno fu  riconquistata Tobruk e per
            nove giorni proseguì la travolgente avanzata di Rommel. Sette giorni pri-
            ma vi era stata nel Mediterraneo meridionale la cosiddetta "Battaglia Na-
            vale  di  Mezzo  Giugno".  Essa  fu  combattuta  per lo  più  da  velivoli  da
             bombardamento, in quota e a tuffo,  e dagli aerosiluranti e dimostrò che
             la ben organizzata  cooperazione tra forze  navali  ed aeree,  e soprattutto
            l'impiego coordinato delle seconde, distribuite sulle isole e sulle coste del
             Mediterraneo, avevano reso questo mare impraticabile per le navi inglesi.
                 Il 30 giugno le truppe dell'Asse raggiunsero il punto culminante del-
             l'offensiva.  Il feldmaresciallo  Kesselring l'aveva  previsto  in base soprat-
             tutto a considerazioni di  carattere logistico  (allungamento  delle linee di
             rifornimento, impossibilità di spostare in avanti le forze aeree a causa del-
             le difficoltà di trasporto e del conseguente aumento del rapporto delle forze,
             che prevedeva 600 velivoli inglesi contro 140 italo-tedeschi), ma non riu-
             scì ad imporre il suo parere a,  Rommel, nonostante questi dipendesse da
             lui. Sta di fatto  che egli aveva ricevuto l'ordine da Hitler di astenersi da
             qualsiasi interferenza nell'operato del suo subordinato in campo operativo.

                 Rommel fu fermato a el-Alamein dal generale Auchinleck che aveva
             organizzato una solida linea di resistenza tra la depressione di el-Qattara
             e il mare.  Su  questa linea,  priva di fianchi  scoperti,  il Generale inglese
             riuscì a  resistere ai reiterati attacchi delle forze  italo-tedesche.  Rommel,
             a 97 chilometri da Alessandria, si venne a trovare al limite estremo della
             linea  di  rifornimento  e perciò,  come aveva  previsto il suo  superiore, la
             situazione degli approvvigionamenti, fino ad allora sfavorevole per gli in-
             glesi,  si  capovolse.  Auchinleck e il  Comandante in Capo  dell'aviazione,
             A. Tedder, ne approfittarono per bombardare i centri di approvvigiona-
             mento italo-tedeschi situati sulla costa, per cui la base più vicina divenne
             Bengasi,  a  1100 chilometri.

                 Seguirono due mesi di preparazione per una nuova offensiva di Rom-
             mel, mentre le forzè aeree continuavano la loro impari lotta contro l'avia-
             zione inglese e gli attacchi su Malta. Esse, alla fine di agosto, erano costituite
             da  182 velivoli da caccia  (93  "MC-202", 46 "MC-200" e 43  "G-50");
             150 d'assalto (50 "MC-200" adattati con bombe alari, 100 "CR-42"); 25
             velivoli da bombardamento "Cant. Z-1007 bis", 34 aerosiluranti "S-79",
             24  "Ca.  311",  17  "Cant.  Z-504",  6  "Cant.  Z-506",  14 "Ghibli", per
             un totale di 452 velivoli. Ad essi vanno aggiunti circa 160 velivoli tedeschi


                                                                               525
   514   515   516   517   518   519   520   521   522   523   524