Page 524 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Da quel momento cominciò la disperata resistenza con formidabili con-
trattacchi delle forze corazzate italo-tedesche, nonostante la superiorità ae-
rea inglese di 3 a l. Il principale contrattacco avvenne nel pomeriggio del
27 ottobre, preceduto da un intenso fuoco di preparazione dell'artiglieria
e dal bombardamento delle posizioni inglesi effettuato da 20 "Stuka" e
43 "CR-42" scortati da "MC-202" e "ME-109". Nel combattimento ae-
reo che seguì, contro 16 "Kittyhawks" americani e 24 "Hurricanes", cin-
que velivoli italiani furono abbattuti (4 "CR-42" e l "JU-87"). Gli inglesi
perdettero 3 "Hurricanes". Per difendersi i velivoli italiani erano stati co-
stretti a sganciare le bombe e soltanto quattro riuscirono a portare a ter-
mine la missione. Dopo questa azione il comando della V Squadra Aerea
rinunciò ad impiegare di giorno i cacciabombardieri a causa della supe-
riorità aerea nemica e dell'impossibilità di effettuare attacchi di sorpresa
nelle zone coperte da radar. Dal 20 al 31 ottobre i reparti italiani perdet-
tero in combattimento 15 "MC-202" e al suolo ebbero distrutti 4
"MC-202", 4 "MC-200", 2 "Cant. Z-1007 bis". Furono gravemente dan-
neggiati 4 "MC-202", 6 "MC-200", l "Cant. Z-1007 bis" e danneggiati
lievemente 42 "MC-202", 5 "MC-200", 2 "Cant. Z-1007 bis", 5 "CR-42".
L'affondamento di tre piroscafi che trasportavano in Africa nafta e,
a Creta la distruzione al suolo dei velivoli che avrebbero dovuto trasporta-
re il prezioso carburante furono gravi colpi per Rommel. Nonostante fos-
se fisicamente debilitato, con uomini anch'essi esausti dopo diciotto mesi
di campagna nel deserto, senza il carburante necessario per manovre ad
ampio respiro e senza un valido appoggio dell'aviazione, egli era riuscito
a limitare il successo del suo avversario. In altri momenti e contro un al-
tro Generale avrebbe potuto probabilmente riorganizzare le proprie trup-
pe e tentare di capovolgere la situazione mediante una delle geniali manovre
alle quali aveva abituato gli inglesi e per le quali era entrato nella leggen-
da. Ma tutto congiurava contro di lui. In quei giorni Churchill premeva
per una vittoria clamorosa prima dell'inizio dell'Operazione "Torch" (pre-
vista per 1'8 novembre) e Montgomery era deciso a dargliela a tutti i costi
e determinato a sfruttare il successo, nonostante le gravi perdite subite,
egli era soprattutto attento a non dare la minima opportunità a Rommel
di sfruttare il proprio genio tattico. Perciò il 2 novembre il Comandante
dell'VIII Armata riprese l'offensiva con le forze di riserva. Grazie al mas-
siCcio e determinante appoggio dell'aviazione riuscì a sfondare le linee italo-
tedesche e a obbligare Rommel a ripiegare su Halfaya, dove era stata pre-
disposta una linea di arresto. La battaglia di el-Alamein si era praticamen-
te conclusa con la vittoria inglese.
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